Il cactus di Natale
Non è un cactus di deserto. Viene dalle foreste umide costiere del Brasile, cresce epifita sugli alberi, e chiede condizioni opposte a quelle di un cactus vero.
La cosa che quasi tutti sbagliano:
Circola l'idea che servano quattordici ore di buio assoluto ogni notte per sei settimane. È vero che funziona, ma è anche il motivo per cui quasi nessuno ci riesce.
Il fresco fa lo stesso lavoro da solo. A quindici-sedici gradi la pianta forma i boccioli. E il rovescio conta ancora di più: tenuta stabilmente sopra i venti gradi in autunno, non produce boccioli e continua semplicemente a fare segmenti nuovi.
Quindi la domanda non è dove metterla al buio. È dove metterla al fresco.
Da fine settembre
Spostala in un ambiente non riscaldato: un sottoscala, un pianerottolo con finestra, una stanza chiusa, un balcone riparato finché le minime restano sopra i dodici gradi.
Luce diurna brillante, ma filtrata, mai sole diretto.
Sospendi le concimazioni. Riduci le annaffiature senza sospenderle: si bagna quando i primi due-tre centimetri di substrato sono asciutti.
Il limite da non superare
Mai sotto i dieci-dodici gradi. A differenza di quasi tutti i cactus, la Schlumbergera si bagna con moderazione anche d'inverno, e freddo più substrato umido è la combinazione che la uccide.
Dalla fine di ottobre quindi, si rientra.
Quando compaiono i boccioli
Non spostarla più, e non girarla. Il cambio di esposizione è la causa più comune di cascola dei boccioli appena formati.
Dopo la fioritura
Si stacca ruotando uno o due segmenti per stelo. La pianta ramifica dal punto di taglio, e l'anno dopo i fiori sono di più.
Quei segmenti, lasciati asciugare una notte all'aria e poi appoggiati su substrato appena umido, diventano piante nuove.

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