Gli alberi alti prendono molto vento
La cima del grande pioppo nero, piantato proprio sulla cresta più alta del colle, si piega di lato sotto le raffiche violente di un vento di tramontana che fa scricchiolare anche il legno piu' profondo del tronco. Poco più in basso, protetti dalla collina, gli arbusti di nocciolo e i giovani ginepri ondeggiano appena, sfiorati appena da una brezza leggera che non spezza neanche un ramoscello.
Il nostro contadino se ne sta al riparo dietro il muretto della vigna, la mano appoggiata sul manico della zappa, a guardare quel gigante di legno che lotta solitario contro la furia del cielo. Il fogliame alto sbatte con un rumore che pare il ruggito di un torrente in piena.
Il contadino si tira giù la tesa del cappello di feltro per ripararsi gli occhi dalla polvere e continua ad osservare la fatica di quell'albero maestoso.
"Tutti a guardare quel pioppo con gli occhi spalancati, a dire com'è bello, com'è grande, come domina tutta la vallata fin verso il mare. Chi sta in basso lo invidia, pensi che lassù si goda la vista migliore e la luce prima degli altri. Ma bisogna osservarlo anche ora, quando il tempo si fa brutto. I vecchi ripetevano sempre questo proverbio quando sentivano la gente del paese sparlare dei signorotti o di chi voleva mettersi a fare il caporale sopra gli altri.
È la sorte di chi sceglie di stare in alto, o di chi dalla vita ha avuto la sventura, o la superbia, di salire troppo sopra la testa degli altri. Più sali in cima, più ti stacchi dalla protezione della comunità e più ti esponi alle tempeste che in basso non arrivano neanche.
Chi comanda, chi ha grandi ricchezze, chi sta in vista sopra una cattedra spesso deve pagare un prezzo salato, ogni folata d'invidia, ogni critica, ogni problema grande va a sbattere proprio contro di lui.
I cespugli bassi soffrono meno. Se ne stanno coperti, vicini alla terra, si aiutano l'un l'altro e le tempeste gli passano sopra la testa senza fare troppi danni. Non c'è da invidiare chi sta troppo in alto poiché la grandezza si paga con la solitudine e con le raffiche che ti scuotono le radici fin nel profondo."
La casetta in campagna

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