Mondi immaginari


Possiamo passarci la vita intera a cercare di farci capire. 

A spiegarci, giustificarci, a usare le parole giuste, il tono giusto, a sembrare più chiari, più buoni, più comprensibili.

Ma a un certo punto dobbiamo accettare un'amara verità, difficile da digerire, chi vuole fraintenderci, lo farà comunque.

Non perché siamo sbagliati noi, ma perché ha già deciso chi siamo.

E da lì non si muove.

Gli altri non ci vedono per come siamo, ma per come hanno bisogno di vederci. Attraverso il filtro delle loro paure, delle aspettative, delle ferite mai risolte. Ci idealizzano, ci distorcono, ci usano come specchio o come bersaglio. Possono amarci per qualcosa che non siamo o odiarci per qualcosa che non abbiamo mai fatto. Proiettano su di noi i loro vuoti, le loro mancanze o i loro “film mentali”.

E la verità è che non possiamo controllare cosa gli altri pensano di noi. Non è in nostro potere e nemmeno nostra responsabilità.

Noi siamo quello che siamo, le nostre cadute, i nostri dolori, le nostre verità, le nostre gioie, la nostra storia. Non siamo il giudizio che si sono costruiti. Non siamo la storia che si raccontano su di noi per stare più tranquilli o arrabbiati. Non siamo l’eroe, né il cattivo del loro copione.

Ma attenzione: questo vale anche per noi.

Perché anche noi, a volte, vediamo gli altri non per come sono, ma per come ci fa comodo immaginarli. Proiettiamo, idealizziamo, incaselliamo. E finiamo per relazionarci con qualcuno che, in realtà, esiste solo nella nostra testa.

Quindi riflettiamoci. Per essere liberi davvero, dobbiamo smettere di vivere nei mondi immaginari che ci costruiamo a vicenda. Solo così possiamo vederci davvero e solo così possiamo esserci davvero. 

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Commenti

  1. A mandarti fuori strada in primis l'amore ,ma di più, l'odio,invidia,e supponenza !

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