Bagigi
Le arachidi o noccioline americane che dir si voglia, proprio quelle che accompagnano pericolosamente lo spritz, in Veneto si chiamano bagigi. Solo da noi si chiamano così, perché?
La Serenissima vedeva sempre di buon occhio uno straniero, purché fosse ben provvisto di pecunia e non venisse a fare la spia per gli odiati turchi. Fu proprio un distinto mercante turco che capitò un giorno a Venezia e venne convocato presso il Palazzo Ducale per una investigatoria chiacchierata che consisteva nel sapere da dove veniva, quali erano le sue possibilità economiche e cosa voleva fare in laguna.
Le sue risposte furono tutte lusinghiere e perciò il turco chiese il permesso di aprire in città un negozio per vendere le arachidi, cibo del tutto sconosciuto allora a Venezia. Ottenuto il nulla osta aprì un bel negozio proprio a San Marco e come insegna non poté scrivere il nome della mercanzia venduta, che, come detto, era ignota ai veneti. Così si risolse di mettere come insegna semplicemente il suo nome: Al Ba Gig.
Immediatamente incorse nella curiosità dei veneziani che apprezzarono quella specialità foresta e cominciarono a dire: nemo da albagig… Poi subentrò l’inevitabile storpiatura e la nuova e appetitosa nocciolina divenne: el bagigio.
Un legume (eh sì, ciò, è proprio un legume) che non prendiamo troppo sul serio come alimento considerandolo soprattutto un capriccio, uno snack, quella cosa che accompagna la birra, lo spritz, o magari la strenna che si trovava un tempo nella calza della Befana.
Pensateci, al prossimo spritz!

Sempre curiositá interessanti. Grazie Gianni.
RispondiEliminaMi raccomando, Gianni, non smettere mai di stupirci...
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