Una giornata piena di…
Come ogni anno, ai primi di settembre, mio marito ed io andiamo a fare un giretto in auto a Pinè, in ricordo dei nostri avi che andavano a piedi e per concludere l’estate con un momento di preghiera nel luogo dell’apparizione della Madonna a Domenica Targa avvenuta nel 1729.
Alcune volte ci siamo recati in compagnia di amici, ma stavolta siamo andati da soli perché oramai avevamo deciso che quello sarebbe stato il giorno giusto.
Così sabato 6 settembre 2025, con un cielo meraviglioso, siamo partiti e una volta arrivati a Montagnaga ci siamo fermati per il caffè: ho notato qualcosa d’inusuale e particolare in un edificio davanti al Santuario e sono andata a chiedere. Abbiamo così saputo che la costruzione era un albergo dell’anno 1883 e che era possibile visitarlo; ci siamo prenotati per il pomeriggio e ci siamo poi recati alla “Comparsa”.
Da subito abbiamo visto tanta gente e informandoci abbiamo saputo che la S. Messa era per il Giubileo degli Anziani, celebrata dal Vescovo di Trento Lauro Tisi e animata dal coro di Levico. Abbiamo così condiviso la celebrazione e ascoltato con attenzione ogni parte della Messa, che ha visto una moltitudine di persone partecipare a questo momento particolare, di cui abbiamo ringraziato Dio.
Ci siamo poi recati al vicino Lago di Serraia, un piccolo, ma splendido lago attorniato dal paesaggio montano e abbiamo pranzato fronte lago. Non è mancata la consueta passeggiata sulle rive dello specchio d’acqua e una sosta su una panchina per ammirare il paesaggio, rinfrancare lo spirito e rasserenare l’anima.
Siamo poi ritornati a Montagnaga per il nostro speciale appuntamento del pomeriggio e abbiamo atteso l’orario convenuto, accolti da un simpatico personaggio vestito da fine ottocento/inizi novecento.
L’albergo che dovevamo visitare si chiama ALBERGO ALLA CORONA e risale al 1883 quando due coniugi, visto che dopo le apparizioni della Madonna di circa 150 anni prima, avevano iniziato ad arrivare molti pellegrini bisognosi di rifocillarsi, decisero di investire in questo progetto. L’albergo è stato inaugurato nel 1886 ed è stato gestito per tre generazioni della famiglia Tommasini, che ha apportato le modifiche dovute al cambio di epoca, ma non ha mai tolto nulla di ciò che era stato messo in origine. Quindi, entrando dalla grande porta di questo albergo, si fa un tuffo in un passato lontano ed è veramente una fortuna che l’ultimo proprietario lo abbia donato al Comune che lo ha messo in sicurezza, mantenendo l’originaria struttura e adibendolo a Museo Storico curato dall’Associazione NOI nella STORIA.
Nella sala da pranzo, aiutati dalle immagini del monitor e dalle spiegazioni dei due personaggi che recitavano la parte dei proprietari, abbiamo visto immagini antiche e ascoltato la storia di quel periodo. La cosa bella è stata che ogni persona che abbiamo incontrato nelle stanze dell’albergo, recitava come se fosse a quel tempo, trascinandoci dentro la storia e facendo sentire il visitatore come un ospite gradito. Abbiamo iniziato visitando la grande cucina, poi la cantina e quindi siamo saliti sui quattro piani dello stabile; abbiamo potuto ammirare una spettacolare sala da pranzo preparata con il necessario: una meraviglia unica! Infine le camere da letto in faccia al Santuario, adibite a persone più importanti e quindi gli arredi erano adeguati al loro rango; sulla parte dietro invece, erano riservate ai pellegrini di condizione più umile mentre l’ultimo piano veniva usato dalla servitù.
Tutti gli arredi, gli oggetti e quanto l’albergo contiene in ogni stanza, con decorazioni e dipinti, sono di fine ottocento o di tempi successivi, ma sempre particolari e unici. In ogni stanza che ci veniva aperta dopo aver bussato, abbiamo incontrato personaggi che ci raccontavano qualcosa, che ci spiegavano quanto bello era soggiornare proprio sotto la protezione della Madonna, accompagnati dal suono delle campane. Abbiamo conosciuto contesse, conti, donne di servizio, che con le loro storie hanno reso questa visita speciale e interessante: due ore vissute in un’altra epoca, con spiegazioni dettagliate da parte delle due guide e ci siamo riempiti gli occhi di tanta bellezza. Alla fine della visita, ci hanno chiesto di scrivere un pensiero e di fare un’offerta libera per l’Associazione che con tanti volontari, cerca di tenere vivo l’albergo nei giorni di apertura al pubblico, che è diventato un museo dal 2007.
Ritornando verso casa, ci siamo detti che avevamo passato proprio una bella giornata, piena di emozioni, di preghiera, di contatto con la natura, di semplicità, di storia e di tanta cordialità: una giornata colma di tanto!
Con la mente ancora piena di tante belle immagini, non ho potuto fare a meno di pensare alla nostra valle, alla civiltà contadina del secolo scorso con i suoi usi e costumi, che nessuno ha pensato o voluto salvaguardare. Ci sarebbero state case vecchie con tutto quello che contenevano, che sarebbero potute diventare un museo per raccontare la storia che non è scritta sui libri, ma che è stata la vita vissuta dai nostri avi: un vero peccato! Se ci fosse la volontà, qualcosa si potrebbe recuperare ancora, (come hanno fatto in tanti paesi vicini al nostro) per fare delle lezioni importanti ai ragazzi che, vedendo attrezzi e oggetti, potrebbero capire meglio la vita della nostra gente e la difficoltà dell’esistenza di un tempo passato.
Lucia Marangoni (Dàmari)
22/09/2025



























Grazie molte, ci andrò
RispondiEliminaGrazie,hai fatto venire la voglia di andare a vedere!
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