Siamo Discendenti dai Romani?
Quante volte sentiamo dire: “Il mio cognome deriva da un’antica gens romana…” oppure “Discendiamo da una famiglia patrizia!”
Ma quanto c’è di vero?
Partiamo da un fatto: geneticamente sì, tutti noi italiani siamo, in parte, discendenti dei Romani. I Romani non erano una stirpe “pura”: erano un popolo già eterogeneo, un misto di latini, sabini, etruschi e tanti altri, e nel tempo assorbirono genti da tutta l’Italia e oltre.
Quindi sì: nel nostro DNA scorre un pezzo di quell’antica civiltà.
Ma attenzione! I cognomi italiani moderni non derivano quasi mai dai cognomi (gens) dell’antica Roma.
I Romani usavano un sistema di tria nomina: praenomen (nome proprio), nomen gentilicium (la gens, cioè la famiglia allargata) e cognomen (un soprannome distintivo). Esempio famoso: Gaius Julius Caesar → Gaius (nome) Julius (gens) Caesar (soprannome di famiglia).
Quando l’Impero cadde, quel sistema scomparve. Nei secoli successivi, nel Medioevo, i nostri cognomi nacquero in modo del tutto nuovo:
- dal nome di battesimo di un antenato (Martini, Di Giovanni, De Luca);
- da un mestiere (Ferrari, Fabbri, Sartori);
- da un luogo di provenienza (Napolitano, Romano, Siciliano);
- da un soprannome o un tratto fisico (Bianchi, Rossi, Grossi).
Anche se a volte un cognome moderno suona latino (Giulio, Cesare, Bruto), quasi sempre è rinato nel Medioevo come nome di battesimo, magari ispirato alla storia romana, ma non ha continuità diretta con l’antica gens.
Quindi: geneticamente siamo figli dei Romani, ma onomasticamente no. I nostri cognomi raccontano storie medievali, rinascimentali, contadine, artigiane… e ogni volta che studiamo un atto d’archivio, possiamo scoprire pezzi veri di queste storie.
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