Fantastiche passeggiate

 


[Gianni Spagnolo © 25E12]

È proprio un piacere passeggiare per San Pietro in questo assolato pomeriggio di maggio 2034. Si vede proprio che il paese s’è trasformato, acquisendo un’inedita vitalità. Nuove famiglie si sono insediate portando volti ed esperienze nuove e una fattiva socialità, aprendo e ristrutturando i vecchi edifici, curando orti abbandonati e abbellendo le strade. Particolarmente le viuzze più piccole e periferiche risuonano delle voci ridenti dei bambini che sono tornati a popolarle.

Partiamo, per esempio, dalla minuscola Piazzetta Ortigara, incamminandoci  lungo quella che un tempo era pomposamente denominata "Via dell'Impero Fascista", dalla vita assai effimera. Inoltriamoci verso l’ex-Ricreatorio, ora magistralmente ristrutturato e modernamente attrezzato per essere adibito a punto d’incontro della cittadinanza e luogo dedicato ai numerosi eventi culturali. Le case lungo la via sono state acquistate da famiglie recentemente arrivate qui attratte dalla fama che via-via ha acquisito il paese in virtù della tranquillità che vi regna e del ricco bouquet di servizi al cittadino che l’Amministrazione Comunale ha disposto negli ultimi anni. Grazie alle politiche di tassazione agevolata e al vigoroso programma di incentivi alla ristrutturazione, anche diversi emigranti si sono decisi a mettere mano alle case degli avi e cominciano ad affacciarsi curiose in paese pure le loro terze generazioni, portando una ventata di internazionalità. Gli orti sulla sinistra digradanti dalla chiesa, amorevolmente curati dai proprietari, sono un fulgore di vegetazione e colori che introducono al piccolo slargo prospiciente la Casa della Cultura.

Fino a pochi anni fa qui c’era il fatiscente relitto del Ricreatorio costruito agli inizi del secolo scorso e che poi subì un costante degrado a partire dalla sua seconda metà. Ora invece si erge la Casa della Cultura, un moderno edificio che si inserisce tuttavia armoniosamente nel contesto paesano, grazie anche alla rete di infrastrutture che gli fanno corona, collegandolo alla piazza principale e così al centro del paese, ma anche diramandosi verso le contrade più a nord su quelli che un tempo erano solo dei viottoli. A destra si erge infatti l’imponente e ricostruita muraglia che sostiene l’ex Parco delle Rimembranze, al quale si accede tramite la nuova via lastricata che sale all'Arco dei Cimbri. 

Grazie all’eliminazione della vecchia cabina elettrica e ad una sapiente gestione delle pendenze, il transito è agevole e permette di godere dell'ampio panorama della Valle. Il piccolo parco è stato dotato di una artistica balconata e provvisto di panchine e tavolini, nonché d’un raccordo con il lato nord della chiesa, consentendo dunque di passeggiare sull’intero perimetro del tempio.  

Artistico e assai evocativo è il gigantesco murales dipinto sulla parete esterna dell’abside della chiesa, che ritrae San Pietro con in mano le chiavi del Regno, che dà il benvenuto in paese a chi sale dalla Pontara e che è visibile fin da Ponteposta. Il dipinto è stato finanziato da benefattori in occasione del Bimillenario della Redenzione, unito al Millenario della probabile fondazione dell'Ospizio di San Pietro. L'Arco dei Cimbri, ovvero la galleria sotto alla sacrestia, meglio conosciuta come Slìsseghi, è stata trasformata in un percorso tematico dedicato agli Emigranti. Sulle sue pareti e sui piani inclinati, intonacati con speciali resine, sono stati infatti iscritti tutti i nomi conosciuti delle persone che sono nate in paese e che poi di sono disperse nel mondo sulle vie dell’emigrazione. Nel sotto-chiesa, una volta riposizionata la centrale termica, è stato allestito uno spazio museale, con pannelli interattivi, che rappresenta e spiega la triste epopea dell’Emigrazione dai nostri paesi, nonché un piccolo, ma ricco museo etnografico che presenta le abitudini di vita delle nostre genti nei secoli passati.

Saliamo ora il nuovo lastricato che porta dall'Arco dei Cimbri al Belvedere Pincio. Quella stupenda balconata sulla valle è stata ampliata con l’abbattimento della Casa del Cappellano e la costruzione di un aggetto perimetrale di circa cinque metri, delimitato da panelli di vetro antisfondamento. Si è ricavato così uno spazio panoramico, prospicente il sagrato, aperto ad angolo piatto sulla Valle. Particolarmente azzeccato è l’ampio raccordo pedonale con la Piazza, realizzato abbattendo la casa del sacrestano attaccata al campanile e dando alla piazza stessa inedita apertura e proiezione sulla valle. Un'oculata gestione degli accessi e la pedonalizzazione esclusiva delle aree così ricavate, dona all’insieme un’ottima fruibilità degli spazi d’aggregazione e socialità. 

Gradevole anche l'artistica ristrutturazione del campanile settecentesco, che acquista una certa centralità e maggior respiro nel rinnovato contesto, recuperando un po' della secolare inferiorità dovuta all'altezza della chiesa. Sotto l'aggetto del Belvedere è già in programma di realizzare dei locali di servizio ad uso delle varie Associazioni, nonché un'attrezzata cucina, con elevatore, al servizio dei convegni e manifestazioni che saranno organizzati nel soprastante Belvedere. Ciò favorito anche al fatto che l'area, alla bisogna, può essere coperta tramite un sistema di tendoni retrattili. Provvidenziale è stata, è il caso di dirlo, la lungimirante collaborazione fra Parrocchia e Amministrazione Comunale, che ha permesso di superare conflitti di competenze e resistenze, giungendo ad un così pregevole risultato per la comunità.

Della nuova Piazza centrale parleremo invece nella prossima  fantapasseggiata...

Commenti

  1. E bravo Gianni come sempre. Ci provi con l'ultima carta, quella dell'ironia, per vedere se qualcosa si muove, ma ho parecchi dubbi. Mettere mano a quell'indecenza che da anni e anni é il fior fiore del degrado, fra l'altro ora potenziata da altre tristissime realtá, destinando qualcosa dei fondi ODI sarebbe possibile? Volere é potere!
    Tu intanto Gianni continua pure con le passeggiate. Grazie.

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  2. Attrattive turistiche ne abbiamo? Merita sicuramente una visita la stradina che porta al cinema vecchio che fra non molto saremo sulle testate nazionali. Poi andate da sotto il campanile e giù fino alla frana che blocca il passaggio e valutate se il tutto non meriterebbe un intervento. Il panorama sarebbe stupendo. Un giardino con panchine nel parco della rimembranza, ripristinare il precedente passaggio, demolire il cinema e fare dei parcheggi per i ferratisti. Sarebbe tutto così difficile e infattibile? Non voglio crederlo.

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  3. Grandioso Gianni ,basta con puzze e cagate del passato!, non hai assaggiato la muscaria...no!. !hai dimenticato le piscine e i parcheggi e poi la montagna che comincerà a partorire pepite! ORO

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  4. Come sempre, bravo Gianni! Hai saputo offrire una lettura in chiave fantastica del grande mondo antico della nostra giovinezza, che con il tempo è diventato sempre più piccolo ai nostri occhi. È davvero triste vedere oggi quella parte del paese così degradata. Non so di chi sia la colpa, ma sicuramente anche noi abbiamo le nostre responsabilità. Ti invidio perché riesci a fantasticarci sopra, mentre io non ci riesco.

    Un abbraccio,
    Koscri Gino

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  5. Folclore ed amenità ecco cosa ci mancano. A Posina la Pro Loco dona al Comune 3.000 €. Mandiamo i nostri a fare uno stage in quel di Posina?

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    1. Hai letto l’articolo? Vengono fatti dei lavori strutturali, anche a Posina da quel che so la sede della Proloco è stata rifatta dal comune come a Laghi. Quanto odio gratuito.

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  6. Si potrebbe conoscere il proprietario dell'ex cinema?

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  7. Gianni caro, ti consiglio di cambiare il medico di base, le medicine che ti ha ordinato hanno troppi effetti collaterali

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  8. La fantasia aiuta sempre, forse riusciamo a vedere il cinema !!!

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