Trisàre

[Gianni Spagnolo©25B9]

Talvolta mi ritornano in mente parole e modi di dire che non appartengono più alla nostra quotidianità, ma che riferivano alla nostra lingua madre. Ossia a quella parlata genuina che abbiamo appreso da bambini e che poi s'è modificata ed adattata all'italiano, senza che quasi ce ne accorgessimo, perdendo originalità e vigore.

Oggi è la volta di "Trisàre". 

Chi si ricorda cosa significa questo verbo?

"A go trisà tuta la matina e desso no te vui gnanca tòrghene?"

Forse qualcuno rammenta lamentele di questo tipo da parte di mamme o di nonne che si vedevano rifiutare o criticare il cibo preparato.

Trisare vuol dire fare qualcosa di necessario con impegno e fatica, particolarmente riferito alle attività inerenti la preparazione dei pasti, ma non solo. Non è una voce che ho trovato registrata nei vocabolari veneti e credo sia confinata nell'area delle nostre montagne e contermini trentini.

Suppongo derivi dalla verbizzazione dell'azione di sfarinare la polenta nel caliéro, che si effettuava appunto col triso. Era questo un attrezzo simile alla moderna frusta d'acciaio, ma costituito da un ramo di legno con un'estremità divaricata a manina a tre o più rebbi, che serviva appunto a rompere i coaguli di farina per evitare grumi nella polenta. Un'attività di cura e attenzione, dunque, cui seguiva la più banale e noiosa procedura di rimescolamento continuo effettuata con la méscola

Il triso sarebbe in realtà anche l'attrezzo a forma di lira, usato dai casari per rompere la cagliata. È peraltro probabile che, prima dell'introduzione dei caselli turnari, quando il formaggio si faceva ancora in casa, quel triso casalingo e spartano, fosse usato indifferentemente sia per la polenta che per rompere la cagliata. Ecco quindi che il trisare, in tempi in cui la polenta era il cibo quotidiano e spesso unico, rappresentava per estensione tutta l'azione di preparazione dei pasti.

Commenti

  1. Sempre meravigliosi i tuoi racconti Gianni! Grazie.

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  2. Lo diceva anche mia nonna, ma non sapevo bene il significato. Grazie Gianni

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