Le Anguane patrimonio dell’UNESCO
【Gianni Spagnolo © 21E19】
Il 17 ottobre 2003 la Conferenza Generale Unesco ha approvato la Convenzione per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale, per la tutela della cultura tradizionale e del folclore del nostro Pianeta. Scopo dell’Unesco è la salvaguardia di questi capolavori per evitarne la scomparsa, preservando lo: ".. stupefacente insieme di linguaggi, rituali, consuetudini sociali, cognizioni e prassi relative ai saperi legati all’artigianato che nei millenni si sono tramandati di generazione in generazione rappresentando le sfumature e le differenziazioni insite nell’evoluzione dell’Umanità".
È il cosiddetto Patrimonio Orale e Immateriale, dove l’Italia vanta attualmente undici posizioni, che vanno dall’Opera dei pupi all’Arte del muretto a secco, passando per la Dieta mediterranea.
Sull’arte del muretto a secco, che noi chiamiamo volgarmente masiéra, avremmo potuto dire qualcosa anche noi, visto la sua diffusione in Valle, ma vabbé, perso il colpo! Dobbiamo invece affrettarci per ottenere un riconoscimento almeno per qualcosa che, anche se non in via del tutto esclusiva, ci appartiene e ci caratterizza, prima che qualcuno ce la cibuschi: Le Anguane!
Lanciamo quindi una petizione per dichiarare le ANGUANE della Scafa “Patrimonio Mondiale dell’Umanità”. Esse infatti sono immateriali, in via di estinzione, appartengono alle nostre tradizioni, si sono tramandate di generazione in generazione, sono veicolo di molti saperi, ecc. ecc.
Le Anguane hanno dunque tutte le carte in regola per ottenere il prestigioso riconoscimento e Sanpiero, sede dell’omonima "Scafa" e ora percorso anche dagli omonimi "Anelli", non dovrebbe perdere questa ghiotta occasione prima che ci pensino quelli di Casotto in virtù del loro cògolo. Anzi, .. meglio fare squadra con Pedemonte e agire in coppia per il riconoscimento, chissà mai che riusciamo una volta tanto a vedere più in là del campanile. Già che ci siamo, potremmo associarci anche il Salvanélo, così facciamo bingo. L'orco meglio di no, perché è troppo ubiquo.
Lora, vanti, déi, nemo, on fià de crén!


Ottimo ma la petizione come si fa?.scusa la mia ignoranza..
RispondiEliminaEh, ciò, dovrebbero interessarsene le Autorità, per dar peso politico alla faccenda. Poi, dal punto di vista strettamente operativo:http://www.unesco.it/it/ItaliaNellUnesco/Detail/189
EliminaNon credo che il Sig. Unesco risponda al telefono o riceva delegazioni; però possiamo mandargli come ambasciatore il Salvanélo minacciandolo di ingroparghe la lengua in caso di rifiuto alla candidatura.