Il sole picchia sulle pietre della mulattiera che sale verso il bosco, dove il terreno si fa ripido e traditore. Tra il polverone alzato dal calore del pomeriggio, un passo falso tradisce la stanchezza di una lunga giornata: il contadino scivola su un sasso, perde l'equilibrio e ruzzola nel fosso a margine del sentiero, facendo volare via la gerla di legna e finendo con le spalle nella polvere. Per un attimo immobile nel suo silenzio, con il fiato corto e l'orgoglio ferito prima ancora del corpo. Se ne sta a guardare le chiome degli alberi sopra di sé, indeciso se cedere al dolore della botta o alla rabbia per la disattenzione. Poi fa un sospiro profondo, scuote la testa e, senza dire una parola né lamentarsi, allunga un braccio verso il tronco del vecchio castagno lì vicino. Con un gesto fermo afferra una radice scoperta, punta gli scarponi nella terra e si rimette in piedi, spolverandosi la camicia con due colpi asciutti. "La terra è fatta così. Ogni tanto sbarra il p...