La vera misura

 


La vera misura si vede quando scegli di non parlare. Non quando tutto va bene, non quando qualcosa va storto. Proprio lì, nel mezzo.

Succede spesso.

Quando si vince, viene naturale volerlo dire, farlo notare, spiegare come ci si è arrivati. Quando si perde, la reazione è immediata: giustificarsi, alzare la voce, cercare un motivo fuori da sé.

Ma non sempre serve.

Col tempo si impara a stare dentro quei momenti senza riempirli di parole. Vincere non ha bisogno di essere mostrato per avere valore. Se è solido, si vede comunque. E quando è gestito con misura, resta più a lungo.

Non serve mettere gli altri più in basso per sentirsi più in alto.

Anche perdere ha il suo modo di essere affrontato. Non è leggero, non passa subito. Ma si può attraversare senza trasformarlo in qualcosa da esporre. Restare composti, anche quando dentro qualcosa si muove, cambia il modo in cui si va avanti.

E da lì si cresce.

Il silenzio, in questi casi, non è assenza. È scelta. È capire quando fermarsi, quando non aggiungere altro, quando lasciare che siano i fatti a parlare.

Chi riesce a mantenere equilibrio in entrambi i casi si riconosce subito. Non ha bisogno di imporsi, né di spiegarsi troppo.

Sta dentro quello che vive, senza farne rumore.

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