A calunnie nuove e vecchie non mancano mai orecchie
Il contadino scuote la testa con una smorfia tra il rammaricato e il divertito, poi rientra in casa, accosta il portone di legno massiccio per lasciare fuori i pettegolezzi e si siede sulla panca di quercia.
"La gente ha un'infinita fame di cattiveria. Puoi lavorare duro dall'alba al tramonto, puoi campare d'onestà per una vita intera, ma basterà una parola detta male a mezza bocca per far girare tutto il paese. E la cosa più triste non è tanto chi inventa la bugia per invidia, quanto la facilità con cui gli altri si mettono in ascolto. Mio padre, quando vedeva i capannelli di pettegoli fuori dalla chiesa, tirava tirava dritta la sua strada e mugugnava sempre che "a calunnie nuove e vecchie, non mancano mai orecchie."
La calunnia è come la gramigna nel campo: cresce da sola, senza bisogno di essere annaffiata, ed è difficilissima da estirpare. Se dici una cosa buona di un vicino, la gente annuisce e se la dimentica in cinque minuti. Ma se ti inventi una nefandezza, una storiella malevola o rispolveri un vecchio errore che tutti avevano sotterrato, beh, allora trovi subito centinaia di orecchie spalancate, pronte a bere quel veleno come se fosse acqua fresca di sorgente.
C'è una curiosità malata nel cuore dell'uomo che lo spinge ad ascoltare il male altrui per sentirsi migliore o semplicemente per passare il tempo. Le calunnie non morirebbero mai per mancanza di inventiva, perché troveranno sempre qualcuno disposto ad aprirgli la porta di casa e ad ascoltarle con avidità.
Per questo non devi mai perdere il sonno se qualcuno parla male di te alle tue spalle. Non puoi chiudere la bocca ai maldicenti e non puoi tappare le orecchie agli sciocchi. L'unica cosa che puoi fare è continuare a camminare a testa alta, lasciando che le chiacchiere volino via con il vento, sapendo che la verità, prima o poi, resta piantata a terra come un albero secolare."
La casetta in campagna

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