Più la notte nera appare... più vicino è l'albeggiare

 


I grilli hanno smesso di cantare da un pezzo e l'oscurità fuori dalla finestra è diventata così spessa che la stalla, i fossi e persino i contorni del vecchio noce, sembrano inghiottiti da un unico mantello di carbone. È l'ora più profonda della notte, quella in cui il freddo s'infila piano sotto le coperte e il silenzio fa quasi fischiare le orecchie.

​Sul muretto dell'aia, il contadino se ne sta seduto a braccia conserte. I suoi occhi, abituati a leggere la penombra come se fosse un libro aperto, fissano l'orizzonte dove i monti spariscono nel buio più totale. Non c'è un alito di vento, non una luce in tutta la valle.

​Fa un respiro lungo, riempiendosi i polmoni dell'aria fresca che precede la rugiada, poi tira fuori dalla tasca un fiammifero, lo sfrega sulla pietra del muro e accende la sua vecchia pipa. La fiammella illumina per un secondo il viso scavato, prima di spegnersi e lasciare spazio solo alla brace rossa.

​"Chi non è abituato a stare fuori a quest'ora si spaventa. Quando il buio si fa così fitto che non si vede nemmeno la punta delle scarpe, viene da pensare che il sole si sia dimenticato della terra, che il freddo e l'ombra debbano durare per sempre. Ma chi ha passato una vita intera qui fuori sa come vanno le cose.

​È una legge vecchia come il mondo, ma che la gente si dimentica ogni volta che finisce nei guai. Il buio più pesto, quello che ti fa sembrare tutto perduto e senza via d'uscita, non arriva mai a caso, ma proprio un attimo prima che una striscia di luce spacchi il cielo ad oriente. È la notte che gioca le sue ultime carte prima di doversi arrendere al giorno.

​Nella vita degli uomini succede la stessa identica cosa. Ci sono momenti in cui le disgrazie sembrano accumularsi tutte insieme, dove si trova il raccolto rovinato, le bestie malate e la salute che vacilla. Ci si guarda intorno e si vede solo nero, un buio che stringe la gola e fa venire voglia di buttarsi giù.

​Ma è proprio lì, quando ci sembra di non farcela più e che la notte non debba finire mai, che bisogna stringere i denti e resistere un altro minuto. Perché la terra gira sempre, la ruota non si ferma. Se il buio si è fatto così fitto, significa soltanto che la spinta del giorno sta arrivando da sotto l'orizzonte. Bisogna solo aver la pazienza di tenere gli occhi aperti e aspettare, perché il sole non ha mai mancato un appuntamento."


La casetta in campagna

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