La calendula

 


La calendula é il piccolo sole arancione dell'orto, una pianta che racchiude nei suoi petali la luce e il calore del giorno. Con la sua fioritura inesauribile, è tra le erbe più amate e affascinanti della nostra campagna.

​La calendula (Calendula officinalis) è una pianta generosa e vivace, con i suoi fiori simili a margherite, dalle sfumature che vanno dal giallo dorato all'arancio intenso. Le sue foglie sono morbide, leggermente pelose e rilasciano al tatto un aroma fresco e amarognolo.

​Il suo nome deriva dal latino calendae, la parola con cui i Romani indicavano il primo giorno di ogni mese. Questo perché la calendula fiorisce praticamente in ogni mese dell'anno, purché il clima sia mite. Ma la sua vera magia botanica sta nell'eliotropismo, i suoi capolini, infatti, si aprono puntuali al sorgere del sole per poi richiudersi stretti al tramonto.

​I contadini di un tempo la usavano come vero e proprio barometro naturale: se alle sette del mattino i fiori della calendula rimanevano chiusi e serrati, significava che prima della fine della giornata sarebbe sicuramente arrivata la pioggia.

Nella mitologia greca, si racconta che la calendula sia nata dalle lacrime di Afrodite, straziata dal dolore per la morte del suo amato Adone. Cadendo sulla terra, le lacrime della dea dell'amore si trasformarono in splendidi fiori dorati, destinati a schiudersi solo sotto la luce del sole per ricordare l'amore e la bellezza immortale del giovane.

Nel Medioevo e nel Rinascimento, la calendula era conosciuta come "Colei che segue il sole" o  "Sposa del Sole". Nell'esoterismo rurale e nella magia verde, era legata all'elemento Fuoco e al pianeta Sole. Si credeva che toccare i suoi petali a mani nude o indossare un ghirlanda di calendule aumentasse il carisma, la protezione personale e il rispetto da parte degli altri. Le giovani contadine usavano aggiungere i petali secchi nei filtri e negli infusi d'amore per legare a sé la fedeltà del proprio amato.

Una credenza popolare molto diffusa nell'Europa centrale voleva che mettere dei fiori di calendula sotto il cuscino prima di dormire garantisse due cose: la protezione dai ladri durante la notte e la capacità di fare sogni profetici. 

In cucina e nelle dispense della tradizione rurale, la calendula era soprannominata "lo zafferano dei poveri". I suoi petali, ricchi di carotenoidi e flavonoidi, venivano essiccati e usati per dare un colore giallo intenso a formaggi, burro, brodi e risotti quando lo zafferano vero era un lusso inavvicinabile. 

Oltre alle sue storie magiche, la calendula è una delle piante medicinali più potenti per la pelle. La sua resina naturale, unita alle sue proprietà cicatrizzanti e antinfiammatorie, la rese famosa fin dai tempi degli antichi Egizi, che la consideravano un rimedio per ringiovanire la pelle. Durante le guerre del passato, compresa la Guerra di Secessione americana, i medici da campo usavano impacchi di fiori di calendula sulle ferite dei soldati per prevenire le infezioni e velocizzare la guarigione quando scarseggiavano i disinfettanti.


La casetta in campagna

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