Il fico

 


Il fico è il gigante dolce e nodoso dell'estate, l'albero antico che spacca la roccia con le sue radici e riempie l'aria di campagna con quel profumo inconfondibile, denso e lattiginoso.

E' un albero scultoreo, dalla corteccia grigia e liscia. Le sue grandi foglie lobate, ruvide al tatto, rilasciano una linfa bianca e appiccicosa che porta con sé l'odore più puro del solleone.

​Ma la vera sorpresa del fico sta nel suo frutto. Quello che noi chiamiamo "fico" non è un frutto dal punto di vista botanico, ma una struttura cava chiamata sicono. I veri fiori della pianta sono minuscoli e nascosti all'interno di questa sacca verde o viola. Per essere impollinati, i fichi selvatici usano un patto di simbiosi unico con una minuscola vespa impollinatrice che entra da un microscopico foro al fondo del fico per compiere la sua missione.

​Il fico ci regala spesso due doni durante l'anno: i fioroni, che maturano a inizio estate sui rami dell'anno precedente, e i fichi veri e propri, dolcissimi e succosi, che arrivano a fine estate caricandosi di sole.

Secondo la leggenda, la cesta che conteneva i gemelli Romolo e Remo si arenò sotto i rami di un fico selvatico lungo le sponde del Tevere. Fu proprio all'ombra di quell'albero che la lupa trovò e allattò i due bambini. Per questo motivo, per i Romani il fico era il simbolo della vita, della protezione e della fondazione della civiltà.

Nella tradizione biblica, prima ancora di scoprire la mela o il melograno, la prima pianta citata per nome è proprio il fico. Dopo aver assaggiato il frutto della conoscenza, Adamo ed Eva presero coscienza della propria nudità e si intrecciarono gonnellini fatti di foglie di fico per coprirsi. Da allora, la "foglia di fico" è diventata nella pittura e nella scultura la metafora classica del pudore.

In Oriente, una specie sorella del nostro fico e' considerata la più sacra in assoluto. La tradizione, infatti, vuole che Siddharta Gautama abbia raggiunto l'illuminazione spirituale e sia diventato il Buddha proprio dopo aver meditato per 49 giorni ininterrotti sotto le fronde di un antico albero di fico.

Il latte bianco che sgorga quando si stacca un fico dal ramo veniva usato nella medicina popolare per bruciare verruche e porri sulla pelle. 

Nella magia rurale, il fico è legato all'elemento Fuoco e al pianeta Giove. Per via della sua incredibile abbondanza di semi dorati all'interno, era considerato un potente amuleto di fertilità, prosperità e fortuna economica. Un antico rito popolare voleva che scrivere un desiderio su una foglia di fico e lasciarla seccare al sole ne garantisse la realizzazione prima dell'inverno.

Gli antichi Greci andavano pazzi per i fichi secchi, considerati la riserva d'energia fondamentale per gli atleti che partecipavano alle Olimpiadi. Il loro valore economico era così alto che ad Atene fu introdotta una legge che proibiva l'esportazione dei fichi fuori dalla regione. Coloro che spiavano e denunciavano i contrabbandieri di fichi venivano chiamati sicofanti (da sykon, fico, e phainein, mostrare), un termine che con il tempo ha cambiato significato fino a indicare i ruffiani e gli adulatori.

La casetta in campagna

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