Chi vuole mosto, zappi la vite ad agosto

 


Il calore del primo pomeriggio sale dal terreno a folate calde, che fanno tremolare i contorni dei filari piantati lungo il crinale della collina. L'aria profuma di terra bruciata dal sole e di mosto che comincia lentamente a formarsi dentro i chicchi d'uva, ormai scuri e lucidi sui tralci.

​Il.contadino si ferma a metà del filare, appoggiando entrambe le mani sul manico consumato della zappa. Il sudore gli segna la camicia lungo la schiena, ma nei suoi occhi non c'è fatica, solo lo sguardo attento di chi sta controllando ogni singola zolla di terra attorno alle radici della vite. Con la punta dello scarpone sposta un mucchietto di zolle smosse, lasciando respirare il terreno pulito dalle erbacce.

​"La gente pensa che ad agosto la campagna sia tutta un riposare all'ombra in attesa del raccolto, che basti guardare l'uva che cambia colore e aspettare che settembre porti i cestini per la vendemmia. Ma chi ha il vino nel sangue sa che la terra non regala niente a chi fa il pigro proprio sul più bello. Mio padre mi piantava la zappa in mano proprio quando il sole scottava di più.

​Sembra una pazzia spezzarsi la schiena sotto il calore di questo mese, eppure è proprio adesso che si gioca la partita vera. Rompere la crosta della terra in questi giorni serve a due cose. Prima di tutto, si taglia la strada alla gramigna e alle erbe cattive che andrebbero a rubare quel poco di nutrimento che la terra conserva. E poi, smuovendo il terreno, si crea una coperta di terra soffice che impedisce all'umidità profonda di evaporare nel gran caldo.

​È come dare da bere alle radici senza versare una sola goccia d'acqua. Si rompe la terra e l'uva trova la forza di accumulare tutto lo zucchero che poi si ritrovera' nel tino a fermentare.

​Se volete che la botte canti in autunno e che il mosto sia denso, dolce e capace di fare un gran vino, dovete saper sudare quando gli altri cercano l'ombra. Perché la generosità della terra nell'ora del raccolto è soltanto il rimborso della fatica che le avete regalato quando nessuno vi osservava."


La casetta in campagna

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