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Dopo la tempesta arriva il sereno

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Ci sono momenti in cui tutto si stringe. Il cielo si chiude, l’aria si fa inquieta, e ciò che era quieto comincia a muoversi con forza. Le cose perdono il loro ordine, i pensieri si accavallano, come rami scossi dal vento. La tempesta arriva, attraversa e scompiglia. Porta con sé rumore, molto disordine e, alle volte, anche paura. Mentre accade, sembra occupare ogni spazio, come se non potesse esistere altro. Poi, lentamente, qualcosa si allenta. Poco a poco. Il vento si stanca, la pioggia si dirada e il cielo smette di opporsi e torna ad aprirsi. E in quell’apertura, quasi timida, torna la luce. Più limpida e ferma, come se avesse attraversato anche lei ciò che è passato. Ciò che resta non è solo quiete, ma un ordine nuovo, più fragile forse, ma anche più vero. Perché ogni tempesta, nel suo passaggio, non lascia tutto com'era, ma lascia spazio. Lacasettaincampagna

La vera generosità? Un privilegio

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La vera generosità nasce quando comprendiamo che aiutare qualcuno non è un gesto di superiorità, ma un privilegio. Essere nella posizione di dare significa che, in qualche modo, la vita ci ha sostenuto abbastanza da poter tendere la mano. La gratitudine, allora, non è per chi riceve, ma per l’opportunità stessa di donare. Questo cambia tutto: l’aiuto non diventa più un peso o un obbligo, ma un atto di consapevolezza e umanità. È in quel momento che il dare smette di essere un semplice gesto e diventa un modo profondo di essere nel mondo. web

Corona d'alloro

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Si racconta che un tempo gli uomini, quando compivano qualcosa di grande, non sapessero come conservarne il ricordo. Le parole svanivano, i racconti cambiavano con il tempo e ciò che era stato vissuto rischiava di perdersi, come vento tra i campi. In quei giorni viveva, ai margini di una piccola città, una giovane donna che conosceva il linguaggio delle piante. Non parlava molto, ma osservava con attenzione la natura. Sapeva che ogni foglia custodiva una qualità: alcune lenivano, altre nutrivano e altre ancora proteggevano. Un giorno arrivò da lei un uomo piuttosto stanco della vita. Aveva attraversato prove difficili, aveva perso e ritrovato se stesso più volte e non sapeva come dare un senso a ciò che aveva vissuto. «Come si fa a non dimenticare?» le chiese. La donna non rispose subito. Gli fece cenno di seguirla e lo condusse lungo un sentiero, fino a una pianta di alloro. «Questa pianta non cambia con le stagioni», disse. «Resta verde quando tutto si spoglia. Non dimentica ciò che ...

La vignetta

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“Note di Passione, passi di Speranza”, una serata a Forni di Valdastico

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  Prima dell’inizio della Quaresima, i tre suggerimenti che ci vengono dati per vivere al meglio questo periodo sono: preghiera, digiuno e carità. Ognuno, nel modo in cui può e si sente, può agire nella quotidianità, tenendo presenti queste tre azioni. Spesso pregare può essere faticoso, a volte siamo presi da mille cose e i pensieri sono un groviglio difficile da districare. Se però abbiamo l’occasione di partecipare a qualche momento che ci viene proposto proprio per aiutarci a fare spazio nei pensieri, credo sia sempre positivo e arricchente.  Venerdì 27 marzo 2026, nella chiesa di Forni c’è stata un’ora di preghiera e canti, proprio in preparazione alla Settimana Santa.  All’inizio abbiamo recitato insieme una preghiera: Signore Gesù, siamo qui stasera con le nostre  “Note di passione”: portiamo le fatiche che ci pesano sul cuore, le dissonanze delle nostre giornate, il grido di chi soffre e non ha voce. Accogli questa nostra musica imperfetta e trasformala in un...

Venerdì Santo

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Le Tracce

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Ha i lasciato ovunque tracce di Te,  eppure... quanta  fatica ad accorgercene… Forse perché non evidenti, forse perché lievi… Ci vuole silenzio per riconoscerle. Una misura buona di silenzio: il coraggio di fermarsi  da un inutile, vuoto, correre e rincorrere. Comprenderemmo allora la voce della nostalgia  che  piange nel cuore e grida e cerca  mendicante insaziabile di una vita che  non possiamo darci da soli. Hai lasciato dovunque tracce di Te. Ma il cuore vaga lontano e si disperde e non trova mai pace. Chi sei, Tu che  ancora ci chiami, inviti,  cerchi,  nonostante gli esiti del nostro ripetuto errare? Parla al cuore come solo tu sai fare. Rimuovi quella pietra che lo sovrasta. Toccalo con la tua vita risorta. Guarisci il nostro guardare,  perché torniamo ad  accorgerci  di quelle numerose tracce disseminate in  noi  della tua viva presenza. «È scesa quaggiù la vita nostra, la vera vita; si è caricata della n...

I Cogoletti Express - nuova pizzeria d'asporto

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  In Via Trento, in fondo alla Pontara a dx scendendo da San Pietro, Andrea Sberze ha iniziato una nuova attività: PIZZA D'ASPORTO. Contattatelo al nr. di cellulare del volantino e vi darà tutte le info necessarie...

La margherita

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  Si racconta che un tempo, in primavera, la terra amasse vestirsi di colori vivaci e brillanti. I prati si riempivano di fiori rossi, viola, azzurri, e ogni petalo sembrava voler attirare lo sguardo, come in una festa. Il sole, dall’alto, osservava quel tripudio con attenzione. Più guardava però, più sentiva che mancava qualcosa. Non un colore nuovo, ma una presenza diversa. Un fiore che non volesse solo stupire. Così, una sera, quando la luce iniziava a farsi più morbida, il sole parlò alla terra: «Hai creato fiori splendidi, ma ne manca uno che sappia essere semplice e lieve come un sorriso.» La terra rimase in silenzio. Non era facile creare qualcosa che non cercasse a tutti i costi di emergere, ma decise di provare ugualmente.  Quella notte si mise al lavoro con gesti amorevoli. Raccolse un pizzico di chiarore dalla luna, quello che resta sospeso quando tutto tace, e lo lavorò in piccoli petali. Poi prese una briciola di luce dal sole, calda e dorata, e la posò al centro,...

Lodevoli iniziative

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In occasione della Santa Pasqua, l’Associazione Naeja Vertical Astico è felice di donare un piccolo uovo a tutti i bambini e bambine frequentanti l’Asilo “Il Nido degli Gnomi”, nonché agli alunni e alle alunne frequentanti la scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado  di San Pietro Valdastico 🐣 Un gesto semplice, ma fatto con il cuore, per regalare un sorriso ai bambini e alle loro famiglie 💛 Auguriamo a tutti voi una Pasqua piena di gioia, serenità e dolcezza!🐰🌻

Circolo NOI

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La vignetta

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Monte Caviojo

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  Il Caviojo con Arsiero in una foto d'epoca. Il dominio dei terrazzamenti (L'agricoltura eroica) L'incredibile rete di terrazzamenti che segna quasi tutto il versante della montagna. Sembrano una gigantesca e vertiginosa scalinata scolpita nella pendenza. Queste linee continue, sostenute presumibilmente da chilometri di muretti a secco, testimoniano la dura "agricoltura eroica" del passato. In epoche in cui ogni metro di terra coltivabile era vitale, i contadini hanno letteralmente domato il pendio per ricavare strisce di terra per la vite, l'ulivo o altre colture di sussistenza. Le linee orizzontali e diagonali dei sentieri che tagliano il rilievo creano un disegno geometrico affascinante che contrasta con la natura selvaggia della cima. Flores Munari

Aprile entra senza bussare

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Aprile entra senza bussare, con un sorriso leggero e un cielo che cambia idea più volte nello stesso giorno. È il mese che non si lascia afferrare, che alterna sole e pioggia, vento e quiete, come se volesse ricordare che nulla, in questo tempo, è ancora definitivo. Il primo giorno lo accoglie così: con gli scherzi del pesce d’aprile, piccoli inganni innocenti che riflettono il carattere stesso del mese. Aprile confonde, mescola, sorprende. Fa credere che la primavera sia arrivata del tutto ma subito dopo fa un passo indietro, con un’aria fresca o un cielo coperto. Sotto questo continuo mutare, la terra lavora. Le erbe si fanno spazio, i germogli si allungano e i rami iniziano a riempirsi di vita.  La pioggia di aprile è da molti considerata una benedizione, poiché apporta il nutrimento necessario per la futura vita. E quando il sole torna subito dopo, si dice che il cielo e la terra si parlino, portando fertilità e abbondanza. Al mattino, chi si alza presto può trovare la rugiada ...

Sentirsi fieri di se stessi

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Ci sono momenti in cui non serve scalare montagne per sentirsi grandi, basta osservare il mondo intorno a noi e accorgersi di quanto abbiamo già superato, di quante battaglie silenziose abbiamo vinto senza applausi, di quanta forza abbiamo costruito nei giorni in cui nessuno guardava.  A volte l’orgoglio non nasce dal confronto per sentirsi superiori, ma dalla consapevolezza di essere rimasti integri mentre altri sceglievano scorciatoie, di aver coltivato rispetto mentre intorno cresceva rumore, di aver camminato con dignità su sentieri che sembravano troppo lunghi.  È lì che scopri che la tua misura non dipende dallo sguardo degli altri, ma dalla coerenza con cui hai attraversato il tempo, e capisci che essere fieri di sé non è arroganza, ma memoria di tutto ciò che hai sopportato in silenzio. web