Aprile entra senza bussare
È il mese che non si lascia afferrare, che alterna sole e pioggia, vento e quiete, come se volesse ricordare che nulla, in questo tempo, è ancora definitivo.
Il primo giorno lo accoglie così: con gli scherzi del pesce d’aprile, piccoli inganni innocenti che riflettono il carattere stesso del mese. Aprile confonde, mescola, sorprende. Fa credere che la primavera sia arrivata del tutto ma subito dopo fa un passo indietro, con un’aria fresca o un cielo coperto.
Sotto questo continuo mutare, la terra lavora. Le erbe si fanno spazio, i germogli si allungano e i rami iniziano a riempirsi di vita.
La pioggia di aprile è da molti considerata una benedizione, poiché apporta il nutrimento necessario per la futura vita. E quando il sole torna subito dopo, si dice che il cielo e la terra si parlino, portando fertilità e abbondanza.
Al mattino, chi si alza presto può trovare la rugiada ancora posata sull’erba. In molte tradizioni ci si lavava il viso con quell’acqua leggera, per prendere forza, luce, protezione.
Aprile è anche il mese delle erbe. Si raccolgono all’alba, in silenzio, quando hanno ancora dentro la freschezza della notte. Si diceva che proprio ora fossero più forti, più vive, capaci di aiutare il corpo a lasciarsi alle spalle l’inverno.
E poi c’è il vento, che attraversa questo mese senza mai fermarsi davvero. Un vento inquieto, che porta via ciò che è fermo e apre spazio al nuovo. Non è sempre gentile, ma è necessario.
Aprile è così: mentre tutto sembra incerto, la vita, sotto, ha già cominciato a scegliere la sua strada.
Lacasettaincampagna

Commenti
Posta un commento