Se piove col solleone le castagne sono tutte guscioni
Prende un rametto dal cesto della legna e comincia a spezzarlo in piccoli pezzi con le dita, concentrato, ripensando ai mesi in cui i boschi di montagna si riempiono di verdi ricci .
"Questo è un proverbio amaro, di quelli che i vecchi boscaioli masticavano tra i denti quando vedevano il cielo fare i capricci a metà estate, proprio nei giorni in cui il sole picchia più forte.
Il 'solleone' è il cuore del grande caldo, il periodo tra luglio e agosto in cui la terra riceve la forza dal sole per far maturare i frutti. Per il castagno, quello è il momento più delicato. L'albero ha già i ricci appesi ai rami, ma dentro sono ancora teneri, piccoli, stanno cominciando a formare la polpa, la sostanza che diventerà la castagna dolce da cuocere sul fuoco d'inverno.
Se in quei giorni di calore intenso arriva un temporale improvviso, di quelli dove piove mentre c'è ancora il sole alto che spacca le pietre, succede un disastro che non si vede subito, ma che si scopre solo d'autunno. Quel contrasto violento, quel vapore caldo e quell'umidità improvvisa bloccano lo sviluppo del frutto. Il riccio fuori continua a crescere, si fa grosso e inganna l'occhio, la buccia della castagna si forma, ma dentro la polpa si secca o non nasce affatto.
Quando arriva ottobre e si va nei boschi con il cesto, schiacciate il riccio con lo scarpone, prendete la castagna e vi accorgete che è leggera come una piuma. La stringete tra le dita e fa 'crack'. Ecco, è vuota. Un 'guscione', appunto. Solo buccia e niente sostanza.
La terra ci insegna che ogni cosa ha bisogno del suo tempo e del suo clima. Le forzature della natura, gli sbalzi violenti e le cose fatte fuori stagione non portano mai a buon fine. Chi cresce nel mezzo di una tempesta improvvisa, o chi cerca di maturare troppo in fretta sotto la spinta di eventi contrari, rischia di fare come quelle castagne: una bella figura fuori, grande e fiera, ma con il vuoto dentro."
La casetta in campagna

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