Luglio poltrone porta la zucca col melone
Accarezza con pigrizia la sua barba, pensando.
"Questo è un proverbio che nasconde una grande verità sulla fatica e sul riposo della terra. Dalle nostre parti lo dicevano sempre quando il caldo di luglio si faceva così pesante da toglierti le forze. A luglio, il caldo picchia talmente forte nelle ore centrali del giorno che persino la terra sembra volersi fermare. Gli animali nella stalla non si muovono, le foglie delle viti si accartocciano per difendersi dal sole e anche l'uomo più laborioso deve arrendersi: dalle dodici alle tre del pomeriggio non si può stare sotto il sole diretto, bisogna mettersi all'ombra del portico. La natura stessa sembra pigra, immobile, sospesa in un sonno caldo.
Ma mentre tutto sembra fermo e addormentato, sotto quelle grandi foglie verdi succede un miracolo silenzioso. La zucca e il melone sono frutti pigri anche loro: non crescono dritti verso il cielo come il grano o i pomodori che cercano la luce; loro amano starsene sdraiati sulla terra calda, a pancia all'aria, bevendo il sole e l'acqua.
Più luglio è caldo, afoso e apparentemente 'poltrone', più questi frutti striscianti trovano il nutrimento perfetto per gonfiarsi d'acqua dolce e di polpa saporita.
alle volte la quiete o la sosta forzata sotto il grande caldo, non è tempo perso: è proprio in quei momenti di apparente pigrizia che si accumula la dolcezza per i frutti più grandi che raccoglieremo domani."
La casetta in campagna

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