L'estate: bella o brutta?


Per qualcuno l'estate è il momento più bello dell'anno. Per qualcun altro coincide con un periodo in cui si sente molto più in difficoltà.

Ogni anno, in questo periodo, mi ritrovo ad ascoltare storie molto diverse tra loro.

C'è chi entra in studio con il sorriso. Mi racconta che finalmente dorme bene, che ha più energie e che ha ripreso a uscire la sera, a vedere gli amici e a fare programmi. Ha voglia di stare fuori, di organizzare qualcosa anche all'ultimo momento, di passare una giornata al mare o fare un aperitivo in compagnia. Ha finalmente il tempo di leggere quel libro lasciato sul comodino per mesi, di fare le cose con calma, di concedersi una cena all'aperto senza guardare continuamente l'orologio. A volte gli basta una finestra aperta la sera, l'odore della crema solare, una passeggiata al tramonto o qualche ora all'aria aperta per sentirsi leggero e spensierato.

E poi c'è chi entra in studio accaldato e teso, si lascia cadere sulla poltrona e dice: "Non ce la faccio più". Mi racconta che ha dormito pochissimo, che fa fatica ad addormentarsi e si sveglia in continuazione, che si alza già stanco, ha meno pazienza e fa più fatica a concentrarsi. Qualcuno mi dice: "Avrei voglia di fare tante cose, ma non ci riesco", qualcun altro: "Non vedo l'ora che arrivi settembre", e qualcuno sorride mentre mi dice: "Io sto bene quando arrivano l'inverno e la pioggia".

Poi ci sono i genitori. Quelli che aspettano l'estate perché finalmente possono passare più tempo con i figli che non vanno a scuola, fare una gita, andare al mare, cenare tutti insieme senza la fretta della scuola e degli impegni. E quelli che si sentono in colpa perché vorrebbero godersi tutto questo di più, ma sono troppo stanchi, il caldo li sfinisce e si accorgono di avere molta meno pazienza di quella che immaginavano.

C'è chi ama le giornate lunghissime e chi, quando alle nove di sera è ancora giorno, sente che la giornata non finisce mai e aspetta solo che arrivi un po' di fresco.

C'è chi vive questa stagione come una rinascita e chi sente che il caldo amplifica la stanchezza, l'irritabilità, la malinconia e, a volte, anche la solitudine.

Ogni anno ascolto racconti come questi. E ogni anno mi ricordano quanto sia facile dare per scontato che una stagione abbia lo stesso significato per tutti, ma non è così.

Vale la pena ricordarselo, soprattutto quando ci viene da pensare che dovremmo sentirci come tutti gli altri.


D.ssa V. Scoppio 

Commenti

Post popolari in questo blog

Per San Benedetto la rondine sotto il tetto - ma... è ancora così?

Festa di S. M. Maddalena a Forni di Valdastico