La pioggia di Sant'Anna é una manna

Il vecchio contadino incrocia le braccia e sposta lo sguardo sul lunario al muro, accennando un piccolo inchino col capo in segno di rispetto. Oggi è il ventisei di luglio, la festa di Sant'Anna.

​Si volta verso la porta aperta e guarda la terra dell'orto, che dopo settimane di sole spietato beve avidamente le prime gocce d'acqua che cadono lente e pesanti, picchiando sulle foglie larghe delle zucche e dei fichi con un suono sordo e ritmico.

​"Ah, eccola che arriva, proprio nel suo giorno preciso. Se c'è una pioggia che il contadino aspetta come una benedizione dal cielo, è questa. Dopo il caldo soffocante di luglio, quando la terra spazza via le forze e le crepe sul terreno sembrano bocche aperte che chiedono da bere, mio nonno usciva sul portico, si levava il cappello lasciando che le gocce gli bagnassero i capelli ormai bianchi.

La pioggia di questi giorni non è la tempesta cattiva che fa tafferuglio e porta la grandine a distruggere le spighe. Quando Sant'Anna fa la grazia, porta una pioggia buona e tranquilla. Una pioggia fresca che penetra piano piano nella terra bruciata senza lavarla via.

​È una manna vera e propria per la campagna. Dà il ristoro finale al granturco che deve ingrossare le pannocchie, rinfresca le viti che stanno preparando la dolcezza per il vino e salva gli orti dal secco. Ma soprattutto, rinfresca l'aria e dà un po' di tregua alle bestie nella stalla e agli uomini che hanno le spalle spezzate dalla fatica della mietitura.

​La provvidenza sa sempre quando tirare la briglia al gran caldo. Questa acqua non bagna soltanto la terra poiché dà nuova vita, infonde il respiro giusto per accompagnarci verso la fine dell'estate con la pancia piena e la speranza nel cuore."


La casetta in campagna

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