Con luglio soleggiato, il vino é assicurato
Appoggia il bicchiere sul tavolo con gli occhi che brillano di una soddisfazione piena, quella che si prova quando la stiva è piena e la fatica dell'anno porta i suoi frutti più dolci.
"Questo è il proverbio che fa cantare il cuore a chiunque abbia una vigna piantata sulla collina. Perché puoi potare bene in primavera, puoi zappare la terra finché non ti vengono le piaghe sulle mani, ma se il sole non fa il suo dovere a metà estate, il vino nella botte resta un'acqua acida che ti fa stringere i denti. Mio nonno guardava il cielo di mezza estate e lo ripeteva sempre con un sorriso largo così.
Luglio è il mese in cui gli acini d'uva sui tralci smettono di essere pallidi e duri come sassi. È il tempo della 'invaiatura', quando l'uva comincia a cambiare colore, a farsi scura e succosa. Se in quel mese il sole brucia forte dall'alba al tramonto e scaccia via la pioggia e la nebbia, nei chicchi si compie una magia che nessuna macchina dell'uomo saprà mai fare.
Il calore intenso trasforma l'acidità dell'uva in zucchero buono. Il sole cocente 'cuoce' la buccia, rendendola robusta e ricca di quel colore e di quei profumi che poi ti ritrovi nel bicchiere durante le lunghe sere d'inverno. Se luglio è soleggiato e asciutto, il vignaiolo può tirare un sospiro di sollievo poiché sa che la vendemmia d'autunno porterà in cantina un vino forte, corposo, capace di durare negli anni e di rallegrare la tavola.
È la promessa che il cielo fa alla terra, vedi. Un mese di grande caldo oggi ti regala la forza, l'energia e l'allegria per affrontare il freddo di domani."
La casetta in campagna

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