Casa che ha un buon vicino, val più qualche fiorino

 


Il nostro contadino fa un cenno d'assenso con la testa mentre lo sguardo si sposta verso la parete della cucina che confina con la proprietà accanto. Ascolta per un attimo il rumore lontano di un secchio che sbatte vicino al pozzo del vicino, un suono familiare che si ripete identico da anni.

​Appoggia le braccia conserte sul tavolo e sorride, ripensando a quante volte quel confine non è stato una barriera, ma una salvezza.

​"Questo è un detto d'altri tempi, di quando si compravano le case e i terreni calcolando non solo la solidità delle mura o la bontà della terra, ma anche chi ci viveva a un tiro di schioppo. I vecchi che avevano visto passare le guerre e le carestie lo dicevano sempre quando un giovane cercava casa.

​I fiorini sono le monete d'oro, quelle che i ricchi tenevano nascoste sotto il mattone. Se compri una casa bellissima, con il tetto nuovo e le stanze grandi, ma di fianco hai una persona invidiosa, che ti fa causa per una sciocchezza o che spia ogni tua mossa per sparlare in osteria, quella casa diventa una prigione. Quei muri non ti daranno mai pace.

​Ma se hai un buon vicino, la tua casa raddoppia di valore, anche se ha il tetto che perde. Il buon vicino è quello che sente la tua mucca muggire di notte perché sta partorendo e, senza che tu debba chiamarlo, si infila i pantaloni e viene nella stalla ad aiutarti con la corda. È quello che se ti ammali ti porta la minestra calda, o che se vede un fuoco strano nel tuo fienile corre a spegnerlo prima ancora che tu te ne accorga.

​La moneta d'oro la spendi una volta sola e poi è finita. Ma la pace e l'aiuto di un uomo onesto che vive a dieci passi da te sono fiorini che ti ritrovi in tasca ogni singolo giorno della vita. Nelle nostre campagne, dove la solitudine a volte fa paura, un buon vicino non è solo una fortuna: è una parte della tua stessa famiglia."

La casetta in campagna

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