A luglio butta pure le coperte dal letto
Torna a sedersi, prende la brocca di terracotta e beve un lungo sorso d'acqua, poi appoggia le mani sul tavolo di legno.
"Siamo arrivati al cuore dell'estate. Quando la terra è così calda che scotta anche di notte e i muri della casa rimandano il calore accumulato durante il giorno come se fossero mattoni del forno del pane. Mia madre, quando arrivavano queste settimane, svuotava i letti dai piumini e dalle lane e ripeteva sempre che a luglio il sole picchia duro dall'alba al tramonto, senza tregua. Anche quando il sole va giù, l'aria resta densa, pesante, e l'unica cosa che cerchi è un po' di vento che rinfreschi la pelle. Le coperte non servono più a niente, anzi, diventano un peso che ti fa rigirare nel letto senza trovare pace. Le devi togliere, metterle via nella cassapanca fino all'autunno e dormire sopra al lenzuolo di tela leggera, sperando in un soffio d'aria dal cortile.
La terra ci insegna a cambiare pelle a seconda delle stagioni. D'inverno ci si stringe vicino al fuoco, si aggiunge legna e ci si copre fin sopra le orecchie per difendersi dal gelo. Ma quando arriva luglio, bisogna alleggerirsi di tutto. Bisogna vivere fuori sotto il portico, togliere di dosso i pesi inutili e sopportare questo calore che fa maturare il grano e gonfia i frutti sugli alberi.
È il tempo dell'abbondanza e del sole grande, e la notte è fatta solo per riposare le braccia stanche dalla mietitura, senza nient'altro addosso se non la stanchezza buona del lavoro."
La casetta in campagna

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