La bella scrittura

[Gianni Spagnolo©26E18]

Da ragazzo guardavo con curiosità e un po' d'invidia i quaderni di mia sorella zeppi dei suoi esercizi di stenografia. Quei bissi, a me da poco alfabetizzato, parevano proprio arabo e alla grafia araba assomigliavano per davvero. Per diverse generazioni la stenografia è stata competenza  di ogni brava segretaria; fino all’introduzione del registratore, che l’ha repentinamente mandata in soffitta. Lunghe sessioni di studio e di pratica rese inutili dalla tecnologia, con decorrenza pressoché immediata.

Da più lungo tempo, generazioni di studenti si sono impratichite dell’arte calligrafica, un’altra abilità presto destinata a finire dimenticata. E pensare che è non è trascorso neanche un secolo da quando, almeno nel mondo occidentale, l'alfabetizzazione è diventata di massa.

Da quanto tempo è che non scriviamo più a mano frasi compiute? 

Che non siano una firma frettolosa alla Posta, sul palmare del corriere, o qualche lista della spesa. Ormai stiamo disimparando a scrivere in corsivo e quando siamo costretti a farlo non ci viene più spontaneo, ma dobbiamo ricorrere alle reminiscenze delle Elementari. Nel dubbio ricorriamo allo stampatello, o a una qualche sua personale forma ibrida, pensando che si capisca meglio. Più o meno come la matematica, che non siamo più in grado di fare una divisione complessa a mano. Manco riescono più a soccorrerci le regole imparate a scuola, per maggior complessità e labile memoria.

Per fortuna che ora c’è il telefono che fa tutto lui. Calcola, scrive, trasmette emozioni, immagini, video e vocali. Questi ultimi ci evitano ogni sforzo e complicazione e trasmettono tutto in uno: significato, emozione e contesto. Volendo, anche in lingue foreste che neanche sapevamo esistere.

Anche imparare le lingue diventerà ben presto superfluo; già ora basta ChatGPT per far sembrare il banale messaggio di ogni sprovveduto come fosse scritto da Shakespeare, Goethe o Molière. 

Per non entrare nell’ambito dell’Intelligenza Artificiale, che ci evita, o ci eviterà, anche il fastidio di pensare.

Servirà ancora imparare qualcosa?

Il tempo e la fatica dedicate da infinite generazioni per imparare, per cosa lo impiegheremo dunque? Al momento sembrano impegnati a spiare la vita degli altri esponendone insopprimibili giudizi, ma confido che troveremo senz'altro altre proficue modalità.


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