Dove entra il sole, non entra il medico



Il nostro contadino ha appena aperto le imposte di legno della sua vecchia cucina. Il sole del mattino entra dritto, tagliando l'aria in un fascio luminoso dove ballano piccoli granelli di polvere. Lui fa un respiro profondo e indica quella luce come se fosse l'oro più prezioso del mondo.

​"Guardate lì. Vedete come pulisce l'aria quel raggio che entra? Questa è la prima e più importante regola della casa: dove entra il sole, non entra il medico.

​I signori di città corrono dai dottori, spendono soldi in sciroppi, pillole e unguenti ogni volta che hanno un dolorino o la tosse. Ma la verità è che la medicina migliore ce l'abbiamo sopra la testa, gratis, ogni giorno dell'anno. Il sole è il medico dei poveri.

​Quando tenete le finestre sbarrate per paura della corrente, quando lasciate che l'ombra e l'umidità si approfittino delle stanze, state praticamente preparando il letto alla malattia. L'aria ferma e il buio fanno ammuffire non solo i muri, ma anche i polmoni e l'anima. Il sole invece è un soldato: entra, caccia via il freddo dalle ossa, asciuga l'umido che vi fa tossire e si porta via i cattivi pensieri.

​Anche nell'orto funziona così, sapete? Se mettete una pianta sempre all'ombra, cresce malaticcia, gialla, senza forza, e alla prima boccata di vento marcisce. Noi siamo uguali. Abbiamo bisogno di bere la luce, di farci baciare la faccia dal calore. Aprite quelle finestre, lasciate che la casa si riempia di sole. È il modo migliore per tenere il dottore lontano dal vialetto, con tutte le sue medicine che sanno di amaro."


La casetta in campagna

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