Effetto "detox"

 


C’è un momento preciso in cui smettiamo di guardare certe persone come prima.

Non più con tenerezza, ma neanche più con rabbia.

All’inizio ci illudiamo: aspettiamo il messaggio che non arriva mai, accettiamo la promessa che non viene mantenuta, sorridiamo all’amico che si ricorda di noi solo quando ha bisogno. Sopportiamo il collega che non perde occasione per criticarci, ingoiamo il silenzio del familiare che pretende tanto ma non dice mai “grazie”.

E dentro di noi oscilliamo. Un giorno giustifichiamo, il giorno dopo esplodiamo di rabbia. Ci sentiamo generosi, poi ci sentiamo sciocchi e ingenui. Ci consumiamo in un’altalena che non ci lascia tregua.

Poi, un giorno, succede: ci fermiamo. Non ci interessa più rincorrere chi non sa restare. Non perdiamo tempo a spiegare a chi non ci vuole capire. Non stiamo più svegli a rimuginare su chi ci ha mancato di rispetto e scopriamo l’indifferenza.

E, attenzione, l’indifferenza non è vuoto, non è freddezza. È una scelta di protezione, non è l’indifferenza manipolatoria né subdola, non serve a punire né a ricattare e non vuole agganciare l’altro… è una sorta di “indifferenza pura” che serve solo a liberarci, a vedere l’altro per quello che è davvero e a custodire la nostra salute.

Indifferenza è anche lasciare la presa, smettere di accanirci per tenere in piedi a tutti i costi un legame, sia con l’affetto che con la rabbia. È accettare che quel legame è a senso unico, che la corda la tenevamo solo noi, e che possiamo lasciarla andare. È come un palloncino che vola via dalle mani, non ci affanniamo più a rincorrerlo, lo guardiamo allontanarsi sapendo che insieme a lui se ne vanno la stima e la fiducia che avevamo riposto.

E così scopriamo l’effetto “detox”, la mente si libera dai pensieri ossessivi, il corpo smette di vivere in tensione, il cuore non batte più all’impazzata per i silenzi o i conflitti. Dormiamo meglio, respiriamo meglio e ci sentiamo più leggeri. È come togliere un peso invisibile che ci teneva piegati senza che ce ne accorgessimo.

E proprio lì, in quello spazio nuovo e più leggero, capiamo cosa significa davvero essere indifferenti: lasciare che le parole di chi ci giudica scivolino via come pioggia sull’impermeabile, non rispondere più d’istinto a chi ci provoca, non cercare più conferme da chi ci ha già mostrato la sua assenza.

Ed è in quel momento che accade qualcosa di potente, il cuore si alleggerisce, la mente si acquieta, il corpo finalmente respira. Perché l’indifferenza, quella vera, non è disinteresse ma amore per noi stessi. È la scelta silenziosa che ci restituisce pace, forza e salute.

D.ssa Valentina Scoppio

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