Tic-tac tic-tac

 


Varcate anche voi la soglia di quella bottega, fate un respiro profondo e chiudete gli occhi.

Lo sentite? Tic-tac, tic-tac, tic-tac.

Non è soltanto il rumore metallico degli ingranaggi a vibrare nell'aria, c'è molto di più, è la melodia stessa della nostra vita che scivola via inesorabile tra le dita, poiché pur avendo forgiato lo strumento dell'orologio con l'illusione e l'arroganza di poter dominare lo scorrere delle giornate, abbiamo finito per farci silenziosamente divorare da lancette e quadranti.

Ci siamo ridotti a docili ingranaggi di una colossale giostra che gira a vuoto, perennemente terrorizzati dall'idea di perdere un minuto eppure drammaticamente incapaci di viverli in profondità, quei sessanta secondi, sprofondando in una miseria umana che non è fatta di stenti materiali, ma del vuoto desolante di chi arriva affannato alla soglia del traguardo finale per poi accorgersi, con un sussulto di orrore, di aver semplicemente "sbrigato" la propria esistenza come una sterile sequenza di impegni spuntati su un'agenda. 

E allora fermate questa corsa, respirate senza fretta e vedrete il vostro tempo moltiplicarsi, come per magia.


Ivan Petruzzi

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