Per San Paolino... ciliegie a un quattrino
Il vecchio sorride, si pulisce le dita sui pantaloni e vi infila la mano nella tasca, tirandone fuori un nocciolo di ciliegia pulito. Lo rigira tra l'indice e il pollice, guardandolo con la soddisfazione di chi ha visto la terra compiere il suo dovere anche quest'anno.
"Ci siamo arrivati, vedete? Siamo a fine giugno, i giorni di San Paolino. Se foste andato al mercato in paese tre o quattro settimane fa, all'inizio del mese, avreste visto i signori della città litigare per un pugno di ciliegie primizie, pagandole a peso d'oro come se fossero perle. Ma la terra ha i suoi tempi e non sente ragioni. Mio padre, guardando i rami che si piegavano sotto il peso del frutto, ripeteva sempre la stessa filastrocca: per San Paolino, ciliegie a un quattrino.
In questi giorni, se camminate per le strade vicinali, non c'è orto, corte o sentiero che non abbia un albero di ciliegio carico fino a terra. Ce ne sono così tante che i rami quasi si spezzano. I ragazzini hanno le pance piene e le dita macchiate di rosso, gli uccelli si abbuffano sui rami alti e i cesti nei mercati colmi.
Quando una cosa ce l'hanno tutti, il suo prezzo crolla. Non valgono più niente, le trovate a un quattrino, la moneta più povera che c'è. Chi ha voluto fare il furbo e tenersi le ciliegie sull'albero sperando di guadagnarci ancora, adesso si ritrova a doverle regalare o a vederle marcire a terra.
La terra ci insegna l'umiltà del mercato. C'è il tempo dell'attesa, dove ogni frutto è prezioso perché è raro, e c'è il tempo dell'abbondanza, dove la natura è così generosa che si livella tutto e anche il più povero del paese può riempirsi il grembiule di dolcezza.
San Paolino ci ricorda che l'abbondanza della terra è un dono che va consumato subito, con allegria e senza avarizia, perché la ruota gira veloce e, come sono arrivate, le ciliegie se ne vanno per lasciare il posto al grano."
La casetta in campagna

Commenti
Posta un commento