Lanterne dorate
Poi, nel buio del prato, ecco che accade.
Prima una, isolata, vicino alla siepe. Poi un'altra più in alto, fluttuante sopra le spighe di grano. Nel giro di pochi minuti, il campo davanti a te si accende. Non è una luce ferma, ma un respiro sincronizzato di mille piccole lanterne dorate che galleggiano nel vuoto, a pochi centimetri dal suolo.
Ti alzi in piedi, quasi trattenendo il fiato per non spaventarle. Cammini nell’erba alta, che ti solletica le caviglie e ti bagna i piedi di rugiada. Tutto intorno a te è un ricamo di scintille silenziose. Allunghi una mano, stringi le dita a coppa nell'aria tiepida, assecondando il volo lento di una di loro.
Senti il solletico impercettibile delle sue zampe contro la pelle del tuo palmo. Accosti gli occhi allo spiraglio tra le dita: eccolo lì, quel minuscolo frammento di stella, che pulsa regolare, illuminando le linee della tua mano con una luce quasi magica.
In quel preciso istante, il buio fa meno paura. Il mondo intero sembra essersi rimpicciolito ed è custodito lì, nel calore del tuo pugno quasi chiuso.
Quando riapri la mano, la lucciola si stacca dalla tua pelle con un volo leggero, lasciandosi dietro solo il ricordo di un brivido felice. Torna a confondersi nel mare di luci del prato, lasciandoti lì, immobile al buio, con gli occhi pieni di meraviglia e le scarpe bagnate di notte.
La casetta in campagna

Commenti
Posta un commento