il Miracolo della Gallina

 


Più osservo la vita, più mi accorgo che i miracoli non sono nascosti nei luoghi lontani o nelle leggende. 

Sono davanti ai miei occhi, così vicini da essere diventati invisibili.

Uno dei più straordinari protagonisti è la gallina.

Sembra un animale comune. 

Così comune da passare inosservato. 

Eppure, se mi fermo a riflettere, mi trovo davanti a uno dei laboratori biologici più incredibili che esistano sulla Terra.

La gallina compie ogni giorno qualcosa che, se non  fossimo abituati a vederlo, considereremmo magia.

Dentro il suo corpo prende forma un uovo. Non una semplice sfera di materia. Non un oggetto qualsiasi. Un uovo. Un contenitore perfetto, progettato dalla natura con una precisione che sfiora l'inimmaginabile.

Al suo interno si trovano acqua, proteine, grassi,  vitamine, minerali, energia e istruzioni biologiche.  

Tutto ciò che serve affinché la vita possa nutrirsi o nascere. E ciò che mi lascia stupito è la duplice natura di questo dono. Lo stesso identico uovo può diventare cibo oppure creatura.

Posso berlo. Posso cucinarlo. Posso mangiarlo. Può nutrire il mio corpo, diventare parte della mia energia, sostenere i miei muscoli, il mio cervello, il mio stesso respiro. Ma quello stesso uovo, se custodito dal calore della madre, può trasformarsi in qualcosa di completamente diverso. Può schiudersi. Può rompersi dall'interno. Può dare origine a un pulcino. Può diventare una nuova esistenza. Ogni volta che penso a questo passaggio rimango meravigliato. Come può uno stesso oggetto contenere due destini così diversi? Nutrimento e nascita. Alimento e futuro. Materia e vita.

E la gallina realizza tutto questo senza laboratori, senza macchinari, senza università, senza ingegneri.

Lo fa semplicemente essendo ciò che è. Come se dentro di lei operasse una sapienza antichissima. Un sapere che non ha bisogno di essere studiato perché è già inscritto nella trama della vita. Il guscio stesso è un capolavoro. Abbastanza resistente da proteggere il contenuto. Abbastanza fragile da permettere al pulcino di romperlo al momento giusto. Una fortezza che sa quando deve diventare porta. Un equilibrio che nessun progettista umano avrebbe trovato facilmente.

E poi c'è la cova. La madre che si siede sulle uova. Che attende. Che scalda. Che protegge. Che veglia.

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