Giugno - la falce in pugno -

 


Siamo arrivati al momento della verità. Giugno è il mese in cui la terra non concede più distrazioni, le chiacchiere stanno a zero e i campi si colorano di quel biondo acceso che i contadini aspettano per un anno intero.

​Il contadino è proprio sul ciglio del campo di grano. Il sole è già alto e scotta sulle spalle, l'aria trema per il caldo. Lui è in piedi, le gambe ben piantate nella terra secca. Tra le mani ha la falce messoria la cui lama d'acciaio riflette la luce come uno specchio. Passa un'ultima volta la pietra per affilarla, un suono secco e metallico, poi assume lo sguardo serio di chi sta per iniziare una battaglia.

​"Sentite questo calore? È il sole di giugno che stringe i nodi. Da oggi non si scherza più, i giorni della semina e dell'attesa sono finiti.

​Il grano è pronto. Vedete come china la testa? Le spighe sono pesanti, piene della farina che ci darà il pane per tutto l'inverno. Ma il grano è un signore delicato, non aspetta i vostri comodi. Se tardate anche solo di pochi giorni a causa della  pigrizia, il sole lo brucia troppo, i chicchi cadono per terra e la paglia si spezza. Oppure basta un temporale estivo di quelli improvvisi, con la grandine, per buttare all'aria il lavoro di dieci mesi.

​A giugno dovete avere il braccio forte e la schiena di ferro. Ci si alza che è ancora notte, quando l'aria è fresca e la rugiada tiene i fusti morbidi, e si piega la schiena fino a sera. Ogni colpo di falce è un pezzo di pane salvato.

​Vedete, questo mese ci insegna che nella vita c'è il tempo per pensare, il tempo per sperare, e poi c'è il tempo in cui bisogna stringere i pugni e lavorare duro. Se volete riempire il granaio, dovete dimenticare la fatica e far cantare la lama. La terra vi darà tutto, ma vuole il vostro sudore."

La casetta in campagna

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