É raro che si vada tutti per una strada



Il sole è ormai sceso dietro la linea dei pioppi, lasciando nel cielo quella striscia di luce arancione che raffredda un pochino la terra dopo una giornata di lavoro. Il contadino siede sui gradini di pietra del portico, mentre davanti a lui, sulla strada vicinale, si incrociano le storie del paese. Passa il vecchio carrettiere che torna dal mercato con il passo lento di chi non ha fretta, seguito poco dopo dal giovane figlio del fattore che sfreccia sul suo motorino facendo abbaiare i cani nei cortili. Subito dietro, due donne camminano fitto fitto, parlando a bassa voce, mentre un pastore devia i suoi passi verso il sentiero della collina per riportare le capre al recinto.

​Il vecchio contadino osserva quella scena in silenzio per qualche minuto. Tira fuori di tasca un vecchio coltellino a serramanico e un ramo di ulivo secco, e comincia a intagliarlo con calma, facendo cadere i trucioli chiari sulle sue scarpe impolverate. Fa un profondo respiro, si pulisce la lama sui pantaloni e, senza staccare gli occhi da quel viavai, rompe il silenzio.

​"Guardate lì. Ognuno ha la sua meta, ognuno ha il suo passo. Vedete quel ragazzo? Pensa che il mondo sia tutto dritto e veloce come la sua strada d'asfalto. Suo padre invece sa che la terra è fatta di fossi e curve, e cammina calmo. Il proverbio che mi diceva mio nonno quando ci riunivamo nella stalla d'inverno non sbaglia mai: è raro che si vada tutti per una strada.

​Vedete, noi uomini facciamo l'errore di pensare che gli altri debbano vedere il mondo con i nostri stessi occhi. Se io decido di piantare le patate perché la luna è quella giusta, mi arrabbio se il mio vicino decide invece di arare il maggese. Pensiamo sempre che la nostra strada sia l'unica dritta, e che chi prende il sentiero laterale si stia perdendo o stia sbagliando.

​Ma la terra mi ha insegnato che ci sono tanti modi di arrivare allo stesso mercato. C'è chi ci va di mattina presto per prendere il posto migliore, e chi ci va a mezzogiorno per spendere meno. C'è chi ama la pianura perché è comoda e chi preferisce la fatica della salita per vedere il panorama dall'alto.

​Se cercate di costringere tutti a camminare nello stesso solco, finisce solo che vi pestate i piedi e vi fate del male. La saggezza sta nel lasciar andare ognuno per il suo viaggio. L'importante non è che gli altri camminino di fianco a voi, ma che alla fine della giornata, ognuno a modo suo, riesca a ritrovare la strada di casa."

La casetta in campagna

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