Dall'albero del silenzio pende per frutto la tranquillità

 


​Ci sediamo oggi con il nostro contadino sotto una grande quercia che padroneggia il campo. È l'ora del tramonto, quel momento in cui il vento si placa, gli uccelli smettono di cantare e la terra sembra fare un respiro profondo prima di addormentarsi.

​"Ascoltate. Non si sente un rumore, vero? Questa è la pianta più preziosa che un uomo possa coltivare nel suo giardino. 

​Oggi il mondo è pieno di baccano. La gente urla per farsi sentire, litiga per avere ragione, riempie l'aria di parole vuote come gusci di fagioli secchi. Pensano che per essere vivi bisogna fare rumore. Ma io vi dico che dove c'è troppo chiasso, l'anima si ammala. La testa diventa come un alveare impazzito e non trova più pace.

​Il silenzio, invece, è come un albero profondo. Ci mette tempo a crescere, ha bisogno di radici forti che affondano nella pazienza e nel saper stare da soli. Non fa fiori appariscenti e non attira le folle. Ma se avete la pazienza di curarlo, di tacere quando tutti gridano, di ascoltare il battito del cuore e il respiro della terra, quell'albero vi darà il dono più dolce del mondo, la tranquillità.

​Ah, quella non la si compra al mercato e non ve la regalano gli altri. È un frutto che matura solo all'ombra del silenzio, capace di rendere più chiari i pensieri e di far svanire le paure. È  così che ci si sente in pace con il mondo, qualunque cosa accada là fuori."


La casetta in campagna

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