Come preparare l'acqua di San Giovanni😊
E il vostro procedimento é stato corretto? Segnatevelo per il prossimo anno!!!😂😂😂
Tra tutte le acque che ho visto non ce ne é una giusta.
Anziché attirare le energie positive rischiate di attirare quelle negative... non si fa un rito magico tanto per fare il rito. Come tutti i riti, ha le sue regole magiche e vanno rispettate. 😊
(Ci sarà una ragione se c'è l'erba di San Giovanni!)
COME VA FATTA L'ACQUA DI SAN GIOVANNI 💐
L'acqua di San Giovanni è un rito pagano intriso di fiori ed erbe selvatiche che porta fortuna e purificazione al corpo e allo spirito.
Ecco come metterlo in pratica, nella notte tra il 23 e il 24 giugno che è la notte più esoterica dell'anno.
Perché sia autentica, occorrono le erbe spontanee. Cogliere qualche petalo dai vasi del proprio terrazzo non è proprio il massimo della magia…
La leggenda, soprattutto di natura celtica e pagana, vuole che nella notte tra il 23 e il 24 giugno, vicina al Solstizio d’Estate, sia la notte delle streghe.
L’energia potente del Sole, giunto al suo culmine, è in grado di rendere possibile l’impossibile.
E di risvegliare energie mistiche, poteri nascosti, prodigi e meraviglie.
Anticamente i due solstizi (d’estate e d’inverno) venivano anche chiamati “porte”: perché per poche ore, si pensava potessero aprire un varco e una comunicazione tra il mondo terreno e il sovrannaturale.
La notte è stata nella storia, prima dell’avvento del Cristianesimo, una notte di festa e di celebrazione, in cui si effettuavano riti propiziatori, con il fuoco e le corone di fiori. Il motivo?
Scongiurare temporali estivi troppo aggressivi e augurare una buona riuscita del raccolto.
Ma era anche un rito di purificazione e di rinascita.
Per questo, con il diffondersi del Cristianesimo fu soppiantato dalle celebrazioni legate a San Giovanni Battista. Predicatore ebreo da cui Gesù, come recita la Bibbia, si fece battezzare.
L’acqua come segno di purificazione è l’elemento base.
Ma noi, ricordando e rievocando il rito pagano, torniamo ad aggiungerci fiori ed erbe.
E ad aspettare che la rugiada del mattino possa infondere all’acqua tutta la sua magia ed energia.
Le piante (tra fiori, erbe, radici, rametti ecc.) potete sceglierle in base al vostro gusto o quelle che riuscite a trovare in giro.
la lavanda (profumata e antisettica)
la camomilla (addolcente).
il rosmarino (purificante).
la malva (emolliente e lenitiva).
il finocchio (decongestionante per le palpebre).
il fiordaliso (illumina i capelli).
il timo (anti-età).
la rosa canina (antinfiammatoria e delicata per le pelli sensibili).
i fiori d’arancio (antiossidanti).
il geranio (astringente).
Ma la pianta che non potete fare a meno di mettere a bagno è l’iperico, chiamato anche erba di San Giovanni, è da sempre stato raccolto nella notte del 24 giugno.
Noto anche con il nome di “cacciadiavoli“, si pensava nel Medioevo che fosse in grado di cacciare le energie negative.
I suoi fiori messi a bagno in acqua, hanno un leggero potere calmante e lenitivo nei confronti delle scottature solari.
A cosa serve l’Acqua di San Giovanni?
L’Acqua di San Giovanni è un rituale che serve, come ogni rito, a celebrare un momento particolare.
In questo caso, si vuole porre attenzione su questa notte speciale.
Creandola, si celebra l’inizio dell’estate.
E se ne assorbe tutta la positiva e potente energia.
A livello topico, dopo aver lasciato la nostra bacinella, colma di acqua e di fiori e di foglie ed erbe, tutta la notte all’aperto, si consuma al mattino.
Come?
Come rito di purificazione, ci si deve lavare il viso e le mani.
Chi vuole, può successivamente fare un pediluvio.
Acqua di San Giovanni controindicazioni:
Essendo un’acqua composta di erbe, dovete fare attenzione se avete la pelle sensibile e non solo.
Il consiglio, prima di immergervi il viso, è quello di sperimentare una piccola quantità di acqua all’interno del polso e attendere qualche minuto.
Se non c’è nessun tipo di reazione potete procedere.
Al primo pizzicore, terminate l’immersione o impacco.
Bettina



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