"Normali paure"
È la paura di perdere la forza di alzarsi dal letto da sola, di non poter andare in bagno senza aiuto, di diventare completamente dipendente da qualcun altro. A volte mi sveglio nel cuore della notte e ci penso nel silenzio più totale: cosa succederà se le mie mani inizieranno a tremare, se la memoria scivolerà via facendomi dimenticare i nomi di chi amo o chi sono io? Non voglio sguardi di pietà. Voglio rispetto. La donna dentro di me rimane intatta, viva e orgogliosa, anche se il corpo non obbedisce più come in gioventù.
Fa male vedere come la società consideri gli anziani un fastidio, un peso estenuante. Ed è qui che si nasconde la parte più terrificante: la paura di essere guardata come un obbligo faticoso. Così, finché le gambe mi sostengono, mi alzo. Preparo il mio caffè, asciugo le mie lacrime e stringo forte il mio stesso cuore.
Se quel giorno inevitabile arriverà, voglio che chi mi sarà accanto capisca chiaramente: non voglio la tua carità, né i tuoi sospiri. Chiedo solo un amore che non umili. Un amore che stringa le mie mani con onore. Vecchia? Va bene. Ma invisibile o priva di valore? Mai.

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