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Vieni fuori


Lo calcoliamo, lo misuriamo, ma rimane un mistero: tutto di noi si svolge nel tempo, eppure il tempo non riusciamo a comprenderlo. Ci cambia, ci trasforma, non ci lascia uguali: un’opera erosiva la sua, inesorabilmente.

Proprio in questa dimensione a noi così familiare eppure tanto misteriosa del tempo, ci è dato di vivere altro: una trasformazione buona, che tocca il nostro interno. Per puro dono. Perché ci esponiamo ad un incontro. Ci apriamo ad un ascolto.

La parola, la parola di Dio, ha questa forza: raggiunge il cuore, lo interpella. Toccandolo così, lo muove, lo rinnova.

La Parola di Dio ci afferra in questo istante che stiamo vivendo, con tutto ciò che lo connota, e riversa su di noi la sua azione trasformante. Non ci lascia come ci ha trovati, magari asserragliati nei nostri “sepolcri” mentali. Ci trascina fuori, ci fa mettere in discussione, ci provoca e sollecita, ci consola e ci scuote.

La Pasqua è vicinissima ormai.

Una parola è rivolta a ciascuno di noi, imperiosa come un grido: “Vieni fuori!” 

C’è forse quel cantuccio dove ci siamo rintanati, da abbandonare. C’è quel laccio che ci tiene legati e non ci fa procedere con libertà. C’è quel ricordo da risanare, quella memoria che chiede di essere evangelizzata. C’è magari un’abitudine malsana da abbandonare.

“Vieni fuori!”: nello scorrere del tempo, con ineffabile pazienza il Signore ripropone la sua Parola vivificante.

Accogliamola, in questo “oggi” che non ritorna. Una grazia di trasformazione è per noi: non lasciamocela sfuggire.

Monache Agostiniane 

Rossano Calabro


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