Via Crucis a Carrè
20 marzo 2026 (Sagrato della chiesa di Carré)
Momento iniziale SALUTO (Don Loris) C.
ll Signore che guida i nostri cuori all'amore e alla pazienza di Cristo sia con tutti voi. T. E con il tuo spirito. (Canta coro ACR Carré): SONO QUI A LODARTI MONIZIONE (Legge Francesca) Fratelli e sorelle, con questa Via Crucis ci ritroviamo insieme come parrocchie sorelle della collaborazione Astico per rivivere l’ultimo tratto della vita terrena di Cristo. Ripercorrendo il cammino di amore che Cristo ha percorso in obbedienza al progetto del Padre, ci lasciamo guidare dalle parole profetiche di Pilato, pronunciate alla folla di Gerusalemme: “Ecco l’Uomo!”. Dal costato di Cristo in croce, dal quale scaturì l’acqua del nostro battesimo, attingiamo ancora oggi la forza di vivere nella sua chiesa e di servirlo con gioia. Accoglieremo lungo il cammino alcune testimonianze. ORAZIONE (Don Loris) C. Preghiamo. Signore Gesù, Figlio di Dio, Figlio dell’Uomo, volto di ogni uomo sulla terra, fratello di tutti coloro che sono nel dolore, amico e confidente di tutti i disperati, esclusi e rifiutati, tu che sei l’Uomo dei dolori che ben conosce il patire, donaci la sapienza della Croce perché possiamo giungere con te alla gloria del tuo Regno. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. T. Amen. 2 (Sagrato della chiesa di Carré) Prima Stazione: Gesù nell’orto degli ulivi Questa stazione sarà guidata dalla Parrocchia di Cogollo. Don Loris: Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo. T.: Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo. (Lettore di Cogollo) Ascoltiamo la Parola di Dio dal Vangelo di Marco (14, 32-34) Giunsero a un podere chiamato Getsèmani ed egli disse ai suoi discepoli: “Sedetevi qui, mentre io prego”. Prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e cominciò a sentire paura e angoscia. Disse loro: “La mia anima è triste fino alla morte. Restate qui e vegliate”. Introduzione (Legge Cristiano) Ascoltiamo ora la testimonianza di Fiorita, della parrocchia di Cogollo, che nel suo servizio liturgico vive questo restare accanto e pregare con le persone nella sofferenza. Testimonianza (legge Fiorita) Mi chiamo Fiorita e sono ministro della Comunione. Da circa 20 anni collaboro in questo importante servizio, aiutando il Sacerdote a distribuire la Comunione in Chiesa, durante le Celebrazioni Liturgiche, e nelle case portando la comunione agli ammalati, e alle persone, che desiderano ricevere l’Eucarestia ma non hanno la possibilità di recarsi in Chiesa. Andando a trovare gli ammalati e portando loro la Comunione, mi sono trovata anche a pensare a quale sarebbe il modo migliore per far sentire loro la vicinanza confortevole e amorevole di Gesù. La risposta che mi è stata di luce, mi è venuta dal Vangelo, dalla vita di Gesù, da come Lui si comportava verso le persone ammalate e sofferenti. (Gesù accoglieva, sanava, e donava amore a tutti). Imitando l’esempio benevolo di Gesù, cercando di vedere il suo volto negli ammalati, con piccoli gesti di bontà e tanto amore, le persone si sentono meno sole e più accoglienti nel sentire la presenza arricchente e ristoratrice di Gesù nella loro vita. Per me è stata e continua ad essere una bella e arricchente esperienza; i malati e anche i famigliari apprezzano molto questo servizio, sono contenti e accolgono volentieri questa opportunità. E’ anche bello perché dopo la preghiera e la comunione (e le persone ci tengono molto), c’è un momento di condivisione, un’occasione per uno scambio di parola è di esperienze vicendevoli. Anzi direi che se qualcuno ha la possibilità di poter fare questa esperienza, la sentirà come un servizio utile, positivo un arricchimento vicendevole che dà soddisfazione. Ringrazio il Signore per avere avuto questa possibilità, per quello che ho ricevuto, e per quanto per quanto mi sarà possibile, continuerò volentieri a farlo con gioia. 3 Invocazioni Don Loris: Ti chiediamo di sostenere o Padre, la nostra preghiera nel cammino della vita e di fede. Ti chiediamo fiduciosi: Padre nostro, donaci la forza. (Legge Silvana) • Per gli ammalati e per quanti soffrono nel corpo e nello spirito, perché non si sentano soli ma uniti a Cristo, medico dei corpi e delle anime, godendo della forza della sua presenza. Preghiamo: Padre nostro donaci la forza. • Per gli operatori sanitari e pastorali, e per quanti sono dediti alle cure dei fratelli bisognosi e ammalati. Siano generosi nel dono, operosi nella carità, testimoni della consolazione che viene da Dio. Preghiamo: Padre nostro donaci la forza. • Per le occasioni in cui non abbiamo saputo cogliere la tristezza che abita il cuore di chi incontriamo, perché il Signore ci aiuti a vivere bene le nostre relazioni con gli altri, con capacità di ascolto e rispetto. Preghiamo: Padre nostro donaci la forza. Padre Nostro 4 (Inizio salita verso la Fratta) Seconda stazione: Gesù è condannato a morte Questa stazione sarà guidata dalle Parrocchie di Caltrano e Mosson. Don Loris: Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo. T.: Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo. (Lettore di Caltrano/Mosson) Ascoltiamo la Parola di Dio dal Vangelo di Giovanni (19, 1-5) Pilato fece prendere Gesù e lo fece flagellare. E i soldati, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo e gli misero addosso un mantello di porpora. Poi gli si avvicinavano e dicevano: “Salve, re dei Giudei!”. E gli davano schiaffi. Pilato uscì fuori di nuovo e disse loro: “Ecco, io ve lo conduco fuori, perché sappiate che non trovo in lui colpa alcuna”. Allora Gesù uscì, portando la corona di spine e il mantello di porpora. E Pilato disse loro: “Ecco l’uomo!”. Riflessione (Lettore di Caltrano/Mosson) Signore, tu hai scelto di stare dalla parte dei vinti, degli umiliati e dei condannati. Aiutaci a non diventare mai carnefici dei fratelli e a prendere coraggiosamente posizione per difendere i deboli. Invocazioni Don Loris: Ti chiediamo, o Padre, che nella luce del tuo amore, ci sia possibile contemplare il mistero della Salvezza. Preghiamo insieme: Padre misericordioso, perdonaci. (Lettore di Caltrano/Mosson) • Per le volte in cui abbiamo fatto silenzio davanti alle ingiustizie o abbiamo usato parole di condanna nei confronti di qualcuno. Preghiamo: Padre misericordioso, perdonaci. • Per le volte che non siamo riusciti a riconoscere il volto del Signore nel volto dei nostri fratelli. Preghiamo: Padre misericordioso, perdonaci. • Per le occasioni in cui la nostra speranza si è dimostrata debole e fragile. Preghiamo: Padre misericordioso, perdonaci. Padre Nostro 5 (Piazzale biblioteca Caradium) Terza Stazione: Gesù è caricato della Croce Questa stazione sarà guidata dalle Parrocchie di Piovene e di Rocchette Don Loris: Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo. T.: Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo. (Lettore Piovene /Rocchette) Ascoltiamo la Parola di Dio dal Vangelo secondo Matteo (27, 27-31) «Allora i soldati del governatore condussero Gesù nel pretorio e gli radunarono attorno tutta la truppa. Lo spogliarono, gli fecero indossare un mantello scarlatto, intrecciarono una corona di spine, gliela posero sul capo e gli misero una canna nella mano destra. Poi, inginocchiandosi davanti a lui, lo deridevano: “Salve, re dei Giudei!”. Sputandogli addosso, gli tolsero di mano la canna e lo percuotevano sul capo. Dopo averlo deriso, lo spogliarono del mantello e gli rimisero le sue vesti, poi lo condussero via per crocifiggerlo». Introduzione (Legge Cristiano) Ascoltiamo la testimonianza di Padre Christian Carlassare, missionario comboniano partito dalle nostre terre e ora vescovo di Bentiu in Sud Sudan. Padre Christian opera in un paese in cui l’odio ed il conflitto sono parte della quotidianità. Lui stesso, alcuni anni fa, è stato vittima di un crudele attentato. In queste dolorose esperienze, o Cristo, rivediamo te che, anche oggi, prendi la croce sulle tue spalle, prendi la nostra croce, e sconfiggi il male con la potenza del tuo amore. Testimonianza di Padre Christian (Lettore Piovene /Rocchette) Signore Gesù, ti vediamo mentre i soldati ti caricano sulle spalle la croce. Non è solo legno: è il peso dell’ingiustizia, della violenza, delle decisioni sbagliate degli uomini. È il peso della paura e dell’odio che si accumulano quando il cuore si chiude. Tu non la rifiuti. Non perché la croce sia giusta, ma perché il tuo amore è più forte dell’ingiustizia. Anche la nostra terra, il Sud Sudan, sembra oggi sotto una croce pesante. Una croce fatta di tensioni politiche, di sfiducia tra fratelli, di economia fragile, di famiglie che faticano a vivere con dignità. Una croce fatta di divisioni che attraversano villaggi, città e istituzioni. Signore Gesù, quando ti caricano la croce addosso, nessuno pensa che quella strada porterà alla vita. Tutti vedono solo la sconfitta. Anche oggi molti guardano al Sud Sudan e al mondo e vedono solo confusione e paura del futuro. Ma tu ci insegni qualcosa di diverso. Tu non porti la croce da solo. La porti per tutti. E lungo la strada coinvolgi altri: un uomo di passaggio, delle donne che piangono, un popolo che osserva. Così è anche per noi. La croce non può essere portata da pochi, né scaricata sugli altri. Quando un leader pensa solo al proprio potere, quando una comunità si chiude contro l’altra, quando cerchiamo il colpevole invece di costruire il bene, la croce diventa più pesante. Signore Gesù, insegnaci a non aggiungere peso alla croce del nostro popolo. Insegnaci la responsabilità delle parole, la pazienza dell’ascolto, il coraggio della verità. Donaci leader che non abbiano paura della pace, e cittadini che non si stanchino di cercarla. Tu accetti la croce senza violenza, senza odio. Non maledici. Non umili. Non dividi. Questa è la tua 6 forza. Fa’ che possiamo imparare questa forza anche in Sud Sudan: la forza mite della riconciliazione. La forza di chi non alimenta la paura, ma costruisce fiducia. Perché la croce che oggi pesa sulle spalle del nostro popolo non sia la fine della strada, ma l’inizio di una via nuova. Signore Gesù, mentre prendi sulle spalle la croce, prendi anche il dolore della nostra gente. Cammina con noi nelle nostre strade, nei nostri mercati, nei nostri villaggi, nei luoghi della politica e delle decisioni. E insegnaci, passo dopo passo, a trasformare il peso della croce in un cammino di speranza. Don Loris: Al termine di questa celebrazione, raccoglieremo delle offerte che andranno a sostenere i progetti del Vescovo Christian in Sud Sudan, come segno vivo della nostra solidarietà alla Chiesa sorella di Bentiu. Invocazioni Don Loris: Imploriamo dal padre i doni dello Spirito Santo, perché sulla via del Calvario i nostri passi non vacillino. Diciamo insieme: Padre nostro, aiutaci. (Lettore di Piovene /Rocchette) • Per tutti i missionari, affinché il Signore dia loro la forza per superare le difficoltà e per essere sempre testimoni autentici dell’amore di Dio, portando gioia e speranza. Preghiamo: Padre nostro, aiutaci. • I Martiri missionari hanno testimoniato la fede come ha fatto Gesù, donando la vita; fa’ o Signore che anche noi sappiamo dimenticare noi stessi e amare nella gratuità, per essere testimoni credibili del Vangelo. Preghiamo: Padre nostro, aiutaci • Per i giovani di tutto il mondo, affinché sappiano in umile e attento ascolto, scoprire il progetto d’amore che il Signore ha nella loro vita e lo realizzino con coraggio e radicalità. Preghiamo: Padre nostro, aiutaci Padre Nostro 7 (Lungo via Monte Ortigara) Quarta stazione: Gesù cade sotto il peso della Croce Questa stazione sarà guidata dalla Parrocchia di Carré Don Loris: Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo. T.: Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo. (Lettore di Carré) Dal libro del profeta Isaia (53, 2-3.5) Non ha apparenza né bellezza per attirare i nostri sguardi, non splendore per poterci piacere. Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire, come uno davanti al quale ci si copre la faccia; Egli è stato trafitto per le nostre colpe, schiacciato per le nostre iniquità. Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui; per le sue piaghe noi siamo stati guariti. Riflessione (Lettore di Carré) Signore Gesù, che sei caduto sotto il peso della Croce, aiutaci a guardarci intorno. Dacci la forza di trasformare i rifiutati in compagni di viaggio, gli ostacoli in opportunità, le croci in sfide, affinché tutti i popoli siano messi finalmente in condizione di liberarsi da ogni discriminazione e di vivere come fratelli. Invocazioni Don Loris: La nostra debolezza è grande, ma la tua misericordia Signore è immensa. Insieme ti preghiamo: Padre nostro, liberaci dal male. (Lettore di Carré) • Donaci di viver il messaggio delle beatitudini per essere poveri, miti e umili. Preghiamo: Padre nostro, liberaci dal male. • Donaci la capacità di offrire l’altra guancia a chi ci percuote, per essere nel mondo artigiani di pace. Preghiamo: Padre nostro, liberaci dal male. • Donaci di essere segno di solidarietà con i popoli schiacciati dal peso di una vita difficile. Preghiamo: Padre nostro, liberaci dal male. Padre Nostro 8 (Lungo via Monte Ortigara) Quinta stazione: Gesù è aiutato da Simone di Cirene a portare la Croce Questa stazione sarà guidata dalle Parrocchie di Pedescala / Lastebasse/ Valdastico Don Loris: Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo. T.: Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo. (Lettore di Pedescala / Lastebasse/ Valdastico) Ascoltiamo la Parola di Dio dal Vangelo di Luca (23, 26-27) Mentre lo conducevano via, fermarono un certo Simone di Cirene, che tornava dai campi, e gli misero addosso la croce, da portare dietro a Gesù. Lo seguiva una grande moltitudine di popolo e di donne, che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. Riflessione (Lettore di Pedescala / Lastebasse/ Valdastico) Signore Gesù, tu hai ricevuto il sostegno del Cireneo nel momento più duro della tua vita. Converti il nostro cuore, affinché possiamo abbandonare il nostro pensiero egoista. Tu ci ricordi che sempre ci aspetti sulla strada, in ospedale, nelle periferie, alle frontiere. Cristo, tu ci aspetti...! Ti riconosceremo? Ti soccorreremo? Invocazioni Don Loris: Perché Tu, o Padre, possa accogliere le preghiere che salgono a Te da nostri cuori sinceri, ti chiediamo: Padre santo, ascoltaci. (Lettore di Pedescala / Lastebasse/ Valdastico) • Perché possiamo avere la forza di portare la croce di quanti soffrono e a vedere in ciascuno di loro un segno privilegiato della tua presenza. Preghiamo: Padre santo, ascoltaci. • Perché sappiamo essere riconoscenti con quanti si adoperano per confortare, sostenere e accompagnare coloro che soffrono. Preghiamo: Padre santo, ascoltaci. • Perché sappiamo seguire i tuoi passi e sentirci popolo in cammino verso la Pasqua eterna. Preghiamo: Padre santo, ascoltaci. Padre Nostro 9 (Statua Tornante Papa Giovanni XXIII) Sesta stazione: Gesù muore sulla Croce Questa stazione sarà guidata dalla Parrocchia del Grumello Don Loris: Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo. T.: Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo. (Lettore del Grumello) Ascoltiamo la Parola di Dio dal Vangelo secondo Giovanni (19, 25-30) Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: “Donna, ecco tuo figlio!”. Poi disse al discepolo: “Ecco tua madre!”. E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé. Dopo questo, Gesù, sapendo che ormai tutto era compiuto, affinché si compisse la Scrittura, disse: “Ho sete”. Vi era lì un vaso pieno di aceto; posero perciò una spugna, imbevuta di aceto, in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. Dopo aver preso l’aceto, Gesù disse: “È compiuto!”. E, chinato il capo, consegnò lo spirito. Introduzione(Legge Cristiano) Ascoltiamo ora la testimonianza di Maurizio e Novella, della parrocchia del Grumello. Le loro scelte ci parlano di una nuova esperienza di evangelizzazione e di annuncio, che da lontane terre di missione cambia radicalmente per farsi accoglienza e prossimità nelle nostre terre. Testimonianza (legge Novella) Assieme ai nostri tre figli, abbiamo vissuto tre anni di esperienza quali missionari fidei donum della Diocesi di Padova, al nord di Quito, capitale dell’Ecuador. È lì che abbiamo fatto esperienza di chiesa ministeriale con preti, suore e laici italiani e locali. Nessuno di noi, in particolare noi laici – eravamo due famiglie –, si è mai sentito chiamato a coprire dei vuoti lasciati da preti e suore; tutti, con il loro carisma e vocazione, ci sentivamo complementari l’uno all’altro, membra di un unico corpo. È lì che abbiamo capito la differenza tra essere collaboratori del parroco ed essere corresponsabili della vita della comunità: in quel caso si trattava di parrocchie da 20mila abitanti! Al rientro, ormai trent’anni fa, abbiamo continuato a tenere vivo il fuoco del tempo di missione, abbiamo provato a metterlo in circolo nella nostra parrocchia e nella Diocesi; abbiamo percepito, e percepiamo tuttora, la responsabilità di non tenere per noi la Buona Notizia da cui ci sentiamo abbracciati ed accompagnati. In questa stazione meditiamo Gesù che dona tutta la sua vita, anche fisicamente, per salvare ogni uomo. Noi siamo ben lontani da questo modello di amore, ma questo gesto estremo di Gesù ci spinge a tentare di fare della nostra vita un dono, nella certezza, più volte sperimentata, che è donando che si riceve. Una decina di anni fa abbiamo collaborato alla nascita di una nuova modalità di servizio e annuncio in Parrocchia, il ministero che nella lettera post-sinodale troviamo indicato come “Famiglie a servizio della pastorale”. 10 A novembre 2021 abbiamo ricevuto il mandato di metterci a servizio della Parrocchia di Grumello di Piovene, a vivere in quella canonica nel frattempo rimasta vuota, a fermarci per cinque anni, tempo previsto per ogni ministero. In particolare ci è stato chiesto di “Dare un volto familiare e plurale alla parrocchia; tessere un dialogo con il Consiglio Pastorale; in base alle esigenze della comunità, svolgere compiti di animazione pastorale, comunque non in sostituzione dei laici già impegnati in parrocchia, ma a sostegno della loro presenza sempre più lieta e significativa; coordinare ed infondere entusiasmo e fiducia nelle varie espressioni pastorali della vita di comunità.” Questa sera risuonano forti le parole con cui Gesù sembra dirci che non ci vuole essere solitari “Ecco tuo figlio”, “Ecco tua madre” … aiutaci Signore ad essere strumenti di comunione, accoglienza, ascolto, sostegno. Aiutaci a costruire ogni giorno chiesa, segno tangibile della tua presenza. Intenzioni Don Loris: Nell’annuncio del Vangelo le nostre comunità vivono la bellezza e la sfida di trasmettere in tuo nome la buona notizia. Con fede ti chiediamo: Padre nostro, sostienici (lettore Grumello) • Preghiamo per coloro che sono chiamati a trasmettere la fede: il Signore conceda loro sapienza nel linguaggio e passione nel cuore. Siano testimoni credibili della Bellezza che annunciano. Preghiamo Padre nostro, sostienici • Preghiamo per i nostri sacerdoti: lo Spirito Santo li sostenga nel loro quotidiano ministero perché siano sempre segno luminoso di misericordia e guide sicure per il Popolo di Dio. Preghiamo: Padre nostro, sostienici • Preghiamo per i più piccoli e per i giovani, speranza della nostra comunità: il Signore protegga la loro crescita e custodisca lo stupore nei loro occhi, perché possano camminare con coraggio nelle vie del bene. Preghiamo: Padre nostro, sostienici Padre Nostro 11 (incrocio Fratta) Settima stazione: Gesù è deposto dalla Croce Questa stazione sarà guidata dalla Parrocchia di Chiuppano Don Loris: Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo. T.: Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo. (Legge Marianna) Ascoltiamo la Parola di Dio Vangelo secondo Giovanni (19, 38-42) Dopo questi fatti Giuseppe di Arimatea, che era discepolo di Gesù, ma di nascosto, per timore dei Giudei, chiese a Pilato di prendere il corpo di Gesù. Pilato lo concesse. Allora egli andò e prese il corpo di Gesù. Vi andò anche Nicodèmo – quello che in precedenza era andato da lui di notte – e portò circa trenta chili di una mistura di mirra e di àloe. Essi presero allora il corpo di Gesù e lo avvolsero con teli, insieme ad aromi, come usano fare i Giudei per preparare la sepoltura. Ora, nel luogo dove era stato crocifisso, vi era un giardino e nel giardino un sepolcro nuovo, nel quale nessuno era stato ancora posto. Là dunque, poiché era il giorno della Parasceve dei Giudei e dato che il sepolcro era vicino, posero Gesù. Introduzione (Legge Cristiano) Gesti silenziosi ma profondi: Giuseppe e Nicodemo si prendono cura del corpo di Gesù con rispetto e amore. È un amore concreto, fatto di attenzione e responsabilità. Con lo stesso spirito ascoltiamo ora la testimonianza di due giovani della parrocchia di Chiuppano che presto saranno sposi: anche nella loro storia riconosciamo quei segni di cura reciproca e di dono di sé che continuano a parlarci del Vangelo nella vita di oggi. Testimonianza (Rachele e Nicolò) Quando ci è stato chiesto di condividere perché abbiamo scelto di sposarci in chiesa, ci siamo accorti che la risposta è semplice ma allo stesso tempo molto profonda: perché vogliamo che il nostro amore abbia Gesù al centro. Nel nostro cammino insieme abbiamo capito che l’amore vero non è solo stare bene quando tutto va bene. È anche imparare a sostenersi quando le cose diventano più difficili, quando uno dei due è stanco, quando serve pazienza, quando serve perdono. Ed è proprio guardando a Gesù che abbiamo capito cosa significa amare davvero. Gesù ci ha insegnato che l’amore più grande è quello che si dona, che si mette al servizio dell’altro, che non pensa solo a sé stesso ma cerca il bene di chi ha accanto. E noi vorremmo provare a vivere il nostro matrimonio proprio così: come un cammino in cui imparare ogni giorno ad amarci un po’ di più, con semplicità, con pazienza e con fiducia. Sposarci in chiesa, per noi, significa chiedere a Gesù di essere presente nella nostra vita e nella nostra futura famiglia. Significa riconoscere che da soli non siamo sempre capaci di amare come vorremmo, ma che con il suo aiuto possiamo imparare a farlo ogni giorno. 12 Il matrimonio cristiano non è solo una promessa tra due persone, ma è un patto davanti a Dio. È scegliere di camminare insieme, sapendo che non saremo mai perfetti, ma che potremo sempre ricominciare: con il perdono, con la fiducia e con la certezza che il Signore cammina accanto a noi. Noi desideriamo costruire una vita insieme fondata proprio su questo: sull’aiutarci a vicenda, sul sostenerci nei momenti difficili, sul gioire insieme nelle cose belle e sul cercare ogni giorno di mettere al centro l’amore che Gesù ci ha insegnato. Per questo abbiamo scelto di sposarci in chiesa: perché vogliamo che il nostro amore non sia solo una promessa tra di noi, ma sia affidato a Dio. E perché desideriamo che tutta la nostra vita insieme sia un cammino fatto mano nella mano, guidati dalla fede e dall’amore di Cristo. Invocazioni Don Loris: Contemplando il Signore che tanto ci ha amato fino a dare la sua vita per noi, chiediamo al Padre il coraggio di seguire i passi del Figlio. Diciamo insieme: Rendici capaci di amare, o Padre. (Legge Giuliana) • Per i fidanzati: Perché il Signore li guidi nel cammino verso il matrimonio, affinché consacrino a Te il loro amore facendosi dono reciproco. Preghiamo: Rendici capaci di amare, o Padre. • Per le famiglie: Perché siano nel mondo tempio vivo della presenza di Dio, testimoniando con gioia la luce del Vangelo. Preghiamo: Rendici capaci di amare, o Padre. • Perché il Signore susciti nuove vocazioni sacerdotali e religiose, rendendo i cuori capaci di aprirsi con coraggio al dono totale della consacrazione. Preghiamo: Rendici capaci di amare, o Padre. Padre Nostro 13 (Chiesa della Fratta) 8 stazione: Verso la Pasqua Questa stazione sarà guidata dai referenti della Collaborazione Astico e accompagnata dai canti della corale di Carré (Legge David) Signore Gesù, il Giovedì Santo è il giorno del dono estremo, quando l’Amore si fa servizio e si china fino a terra per lavare i nostri piedi. È la sera in cui ci insegni che non c’è vera grandezza senza umiltà, né vera fede senza carità. Aiutaci a capire che il pane spezzato sull'altare ci chiama a diventare anche noi pane per gli altri, trasformando ogni nostra azione in un riflesso della Tua tenerezza. Insegnaci che amare non è un sentimento passeggero, ma il coraggio di servire i fratelli, perché solo attraverso la carità il mondo riconoscerà che siamo Tuoi discepoli. (Legge Silvana) Signore Gesù, il Venerdì Santo è il giorno del buio senza ragione, il giorno dell’uccisione del Giusto. Nel silenzio dell’altare ci insegni che l’amore si dona fino alla fine, che ogni ferita può diventare luce, che ogni croce custodisce un’alba. Con l’Eucaristia Tu rimani con noi, Pane spezzato nel nostro deserto, Vino versato per la nostra sete di infinito. Fa’ che, nutriti del tuo Corpo e del tuo Sangue, diventiamo anche noi pane condiviso, presenza che consola, segno umile ma vero della tua Pasqua che vince ogni notte. Insegnaci a pregare non per sfuggire alla sofferenza, ma per attraversarla con Te, certi che quel legno spoglio è già l'inizio della nostra salvezza. (Legge Francesca) Signore Gesù, il Sabato Santo è il giorno del silenzio e dello smarrimento, quando tutto sembra perduto, finito, senza senso. Ma non è quello l’ultimo giorno: l’ultimo giorno è la Pasqua, il trionfo della Vita, la vittoria del Bene sul male. Come le donne al sepolcro, anche noi dobbiamo rompere il silenzio per correre ad annunciare ciò che abbiamo compreso, per far sapere a tutti, con coraggio e senza timore, che Tu hai vinto la morte, che l’Amore è più forte dell’odio, che la Luce ha già iniziato a rischiarare ogni tenebra.
(Don Loris) Invita i fedeli ad accostarsi per il bacio alla croce.


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