Il nido vuoto
Le due metà restano lì, leggere, aperte come qualcosa che ha appena finito di accadere.
Il nido è immobile.
Fili intrecciati, erba secca, piccoli frammenti raccolti con cura. Tutto è rimasto al suo posto, eppure qualcosa manca. Non c’è più movimento, non c’è più attesa.
Il guscio è sottile, fragile al punto da sembrare già sul punto di scomparire.
Eppure è lì, intero nella sua rottura. Segno di un passaggio che non si può trattenere.
Non c’è più nulla da proteggere.
Ciò che era dentro non è più visibile, non appartiene più a quel piccolo spazio intrecciato tra i rami.
E il nido resta così, vuoto, ma non inutile.
Custodisce ancora la forma di ciò che è stato, senza trattenerlo.
La casetta in campagna

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