Umore mattutino


Forse non tutti sanno che il cattivo umore del mattino è una reazione del cervello, non una questione legata al carattere.

A volte ci svegliamo e per almeno venti minuti non vogliamo vedere né sentire nessuno. Non è semplice antipatia o scontrosità, è il cervello che si sta ancora riavviando.

Durante il sonno, molte aree cerebrali rallentano e, al risveglio, non si riattivano tutte insieme. La parte che regola le emozioni e i comportamenti sociali (la corteccia prefrontale) impiega un po’ di tempo a tornare pienamente operativa. 

Nel frattempo, l’amigdala, che gestisce le reazioni emotive, è già in funzione.

Il risultato è che siamo svegli, ma ancora disallineati. Il cervello emotivo è acceso, quello razionale no. E noi diventiamo più reattivi, impazienti, poco disposti al dialogo. È la cosiddetta “inerzia del sonno”, un fenomeno del tutto normale.

Ma non succede a tutti allo stesso modo. Alcuni di noi si alzano leggeri e lucidi, altri sembrano usciti da un blackout.

Dipende da diversi fattori:

• Il nostro orologio biologico

I “tipi mattinieri” hanno un ritmo circadiano anticipato e il cervello si riattiva prima; i “tipi serali”, invece, si svegliano quando il loro corpo vorrebbe ancora dormire. È come iniziare la giornata con un piccolo jet-lag interno.

• La sensibilità allo stress

Appena svegli, il corpo rilascia un picco di cortisolo per attivarci. In alcune persone è una spinta utile, in altre (più sensibili o già sotto pressione) può trasformarsi in irritabilità.

• La velocità di riattivazione cerebrale

Non tutti i cervelli si riaccendono alla stessa velocità: in alcuni la corteccia prefrontale impiega più tempo a “riaccendere i motori”, lasciando per un po’ il controllo alle aree più emotive.

• Il temperamento

Chi è più introverso o riflessivo tende a preferire una transizione lenta verso la veglia; chi è più estroverso, invece, si ricarica più facilmente con l’interazione.

• La qualità del sonno

Svegliarsi nel mezzo del sonno profondo o dopo una notte frammentata prolunga l’inerzia mattutina: il cervello fatica di più a tornare coerente.

Subito dopo il risveglio il cervello sta riconnettendo i propri circuiti, riportando in equilibrio ormoni, attenzione e umore. 

In quel momento, chiacchiere, rumori o decisioni immediate non aiutano: serve solo un po’ di silenzio, luce graduale e tempo perché tutto torni in asse.

L’irritazione del mattino non è psicologica, è biologica, è il cervello che sta riacquistando il controllo emotivo. E per farlo, ha solo bisogno di qualche minuto di tregua.

E lo dico per esperienza personale, finché non arriva il primo caffè, la mia corteccia prefrontale preferisce non essere disturbata. 😊


Elettra Erboristeria

Cornedo Vicentino

Commenti

Post popolari in questo blog