Post popolari in questo blog
Scala Grazia - ferrata delle Anguane
Di
Carla
-
Sospesi nel vuoto dove il ferro trema e il ❤️ batte forte... un passo nel vento, un abbraccio al cielo, un attimo in cui il mondo si ferma. La scala balla, l'abisso chiama... il fiato si mozza..., ma e lì nel brivido del vuoto che ti senti davvero vivo. Qui il respiro incontra il vento, e il vuoto diventa libertà, non sali per conquistare una parete, ma per accordarti al silenzio assoluto. Dove la terra finisce, comincia il brivido di esistere... fidatevi, che come la vedete vi toglierà il fiato per la sua maestosità e nello stesso momento eleganza, una eleganza fatta di 208 scalini di una pendenza e inclinazione costante di quasi 70%... lunga 75 metri e con un vuoto verticale sotto ai tuoi piedi tra i 50 e 100 metri a seconda del punto dove sei... Vi avviso che dopo la metà, ci vuole una buona dose di gambe e braccia e fermezza mentale... proprio per il dondolìo e la forte esposizione. Scala GRAZIA la scala più lunga e sospesa nel vuoto in Italia... Grazie mille, carissimo...
Elezioni Amministrazione Separata di S. Pietro
Di
Carla
-
Ma da bon ghe xela tuta qela gneve li' anco' 23/2.Cio' ma la baita in foto xela qela dei tosati dela" BANDA DEL CAFFELATTE".Comunque grasie par le bele foto beato ti che te ghe podesto godarte sti spetacoli nostrani.Ciao a te invidio!!!!
RispondiEliminaLa baita sarà qela dei tosati che zugava al dotore, o chei fumava i visoni ?
Eliminasi è la baita caffelatte, bei tempi quelli, avevano sempre un bicchiere ristoratore da offrirti e una parte della casa sempre aperta a tutti, adesso xe meio lassar perdere...
Eliminabellissime foto !
RispondiEliminaVisto ca parlemo de gneve sule nostre montagne ma le rogne tra San Piero e Pedescala le gai risolte o no?
RispondiEliminaSe podaria saer cualcosa da cualcun che la sa pì longa de mi?
Grassie.
Cio, ma cosa sarie ste rogne tra la capitale e Pedescala ?
RispondiEliminaSenbra ca noi sia boni de spartirse cuatro palanche.
RispondiEliminaDe pì noghinso.
Sentir dire "la capitale" me fa vegnere el nervoso ..... el comune l'è fato anca dale frassion che no le dovarìa essare tratà sempre come nà pessa da pìe.... par esempio le scole: se no fusse par i tusi dele frassiòn, le sarìa sarà da un toco..., ma quala capitale??' dovarissinu essere tuti compagni invesse... se te parli co uno da S. Piero da solo, xè un piassere parlarghe, co i xè insieme, mejo scapare.... Comunque par le spartission, bisogna saverle giuste par parlare. ..
RispondiEliminaHai ragione Lucia, è ora di finirla con queste insulsaggini che ripetono stancamente luoghi comuni dei quali s'è anche ormai persa la ragione, semmai c'è stata. Credo sia solo questione di pigrizia mentale e mancanza di giudizio. Un passo avanti, .. prego.
EliminaLUCIA ti affido un compito importante: ABBATTERE I CAMPANILISMI DEL TERRITORIO!!!
EliminaSolo tu lo puoi fare anche se ti ho sempre vista impegnata per farlo. BRAVA BRAVA BRAVA
Ah, Jo Condor, che fatica!!! Io ci provo in continuazione ma ci provo ... spero sempre che arrivi il giorno (io non ci sarò di certo!) dove qualcosa si smuova in senso positivo: non si deve perdere l'identità del proprio paese, ma saremmo obbligati, visto il continuo calo demografico, a fare più cose insieme, iniziando proprio dalla "capitale" che non è abituata a farle...
EliminaMe son desmentegà: paesagio meraviglioso, me dispiase ma visto ca gò anca dù menioschi ruti, no posso gustarme sta bellessa! Ndare in meso al casìn no fa par mi, volarìa stare in meso al bosco...
RispondiEliminaPuchi i se ricorda, o no i lo gà mai leto, l'apologo del console Menenio Agrippa sul corpo e le sue menbra. Andelo a legere.
RispondiEliminaPar le spartission, signora Lucia, cuasi tuti i xè sta tegnu aposta nel'ignoransa e cuando se parla de ste robe, poareti, o i dise cose sbalià o i tase parchè no i sa da che parte ciaparla.
"Carta canta e vilan dorme"....
RispondiElimina