Un giorno, non ti potrò più dir nulla...

Non perché non voglia, ma perché non sarò più qui per farlo.

E quel silenzio peserà più di tutte le parole del mondo.

Un giorno, tua Madre non potrà più chiamarti.

Il suo numero resterà nel tuo telefono, ma dall’altra parte non risponderà più nessuno.

E desidererai, con tutta l’anima, di aver risposto a ogni sua chiamata.

Anche solo per dirle “sto bene” o semplicemente per sentirla respirare.

Un giorno, smetterà di dirti di stare attenta alla tua strada.

E tu camminerai smarrita, sentendo la mancanza di quella voce che ti guidava senza che te ne accorgessi.

Ti renderai conto che i suoi consigli non erano rimproveri: erano scudi.

E piangerai ricordando che, un tempo, li ignoravi.

Un giorno, arriverai a casa sua.

E troverai solo silenzio. La tazza di caffè non sarà più calda.

Il tavolo vuoto. La sedia che era la sua, fredda.

E in quell’istante il tuo cuore si spezzerà in due:

una metà per il ricordo, l’altra per il vuoto.

Un giorno, vorrai tornare indietro nel tempo.

Annullare ogni discussione inutile, ogni volta che hai riattaccato in fretta, ogni giorno in cui non sei andata a trovarla perché avevi “cose da fare”.

E capirai, troppo tardi, che niente era più importante di lei.

Il tempo non aspetta.

Il tempo non negozia. Il tempo non torna indietro.

E il giorno più buio arriverà senza preavviso.

Quel giorno capirai che l’amore di una Madre non è per sempre… ma la sua assenza sì.

Se ce l’hai ancora, corri ad abbracciarla.

Non aspettare “un giorno”.

Perché quando quel giorno arriverà, non potrai più fare nulla, se non piangere in silenzio e desiderare di averle detto:

“Grazie, Mamma. Ti amo. 

Ti porterò sempre con me.”


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