Santa Rita da Cascia
Nei paesi di qualche decennio fa, il ventidue di maggio si tingeva dei colori accesi delle rose. La festa di Santa Rita da Cascia era un vero e proprio rito collettivo che univa sacro, profano e una profonda solidarietà popolare.
Sin dalle prime ore del mattino, il silenzio delle strade veniva interrotto da un sommesso brusio. Le donne, gli anziani e i bambini si muovevano verso la chiesa principale, ognuno stringendo tra le mani qualche rosa. C'era chi portava un unico bocciolo colto con cura e chi interi mazzi legati con uno spago.
Il momento centrale della festa si svolgeva all'interno della chiesa, spesso gremita fino all'inverosimile. Al termine della messa, il sacerdote avanzava lungo la navata con l'aspersorio. In quel preciso istante, un mare di braccia si sollevava: centinaia di rose venivano tese verso l'alto , quasi a voler intercettare ogni singola goccia di acqua benedetta.
Questo rito affondava le radici nella credenza popolare legata all'ultimo inverno di vita della santa. Si raccontava infatti che, malata e costretta a letto tra le nevi di Cascia, Rita avesse chiesto una rosa del suo orto. Contro ogni legge della natura, il fiore era sbocciato miracolosamente tra il gelo. Portare le rose in chiesa il 22 maggio significava replicare quel miracolo, chiedendo una fioritura di speranza nelle fatiche di tutti i giorni.
Una volta tornati a casa, le rose benedette non venivano quasi mai messe nei vasi con l’acqua per essere guardate. I mazzi venivano appesi nei granai, nelle cantine o dietro le porte delle camere da letto per farli seccare senza che perdessero il colore. Una volta asciutti, i petali venivano sgranati e custoditi all'interno di piccoli sacchetti di tela, posizionati nei cassetti della biancheria per profumarla e, soprattutto, per proteggere la casa dalle sventure o dagli incendi.
Nelle credenze popolari, il petalo di Santa Rita era considerato una sorta di "medicina spirituale". Quando in famiglia qualcuno si ammalava gravemente o una donna affrontava un parto difficile, si usava portare un petalo benedetto da tenere sotto il cuscino come segno di protezione.
Nel pomeriggio della festa, l'atmosfera si faceva più rilassata. Nei cortili ci si scambiava i fiori benedetti e si parlava delle grazie ricevute o invocate. Santa Rita era sentita come una figura vicina, quasi una di famiglia: una donna che aveva vissuto le durezze della vita quotidiana, i conflitti familiari e i lutti.
Per questo, la devozione popolare le affidava le cause disperate, quelle etichettate come impossibili.
La casetta in campagna


Commenti
Posta un commento