L'anziano contadino


L'anziano contadino è seduto al tavolo della cucina, verso l'imbrunire. La luce della lampada a petrolio illumina un pasto semplice: un cestino di vimini con due mele mature, un grappolo d'uva e un boccale di latte fresco, ancora con la schiuma sopra.

​Si appoggia allo schienale della sedia, sospira di sollievo, con la calma di chi sa come chiudere la giornata in pace.

​"Sentite la' fuori, il mondo si sta zittendo e anche il corpo reclama il suo riposo. Dopo una giornata a spaccarsi la schiena sotto il sole, non si può pretendere di sedersi a tavola e abbuffarsi di grassi, carni pesanti e vino forte. Se caricate troppo la stufa prima di andare a dormire, il fuoco scoppietta male e il fumo vi toglie il sonno.

​Vedete questa frutta? È il regalo del sole, è leggera, sa di acqua e di zucchero buono. E il latte... il latte è come una carezza, scalda l'anima e placa lo stomaco. Se si mangia leggero, il sangue non deve faticare giù nella pancia, ma può restare calmo nel cuore e nella testa. I sogni non sono agitati, le coperte non si aggrovigliano e la mattina dopo ci si sveglia che leggeri come una piuma, pronti a rimettersi al lavoro prima che sorga il sole.

​C'è chi cerca la felicità nei banchetti da re, ma io ti dico che la vera ricchezza è infilarsi sotto le lenzuola senza pesi sul petto. Un boccone di mela, un sorso di latte, e si lascia che la notte faccia il suo mestiere in santa pace. Perché un sonno pulito vale più di mille medicine."

La casetta in campagna

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