La tombola di Arsiero

 




C’è un suono ad Arsiero che, più di ogni altro, annuncia che il Ferragosto sta arrivando al suo culmine. Non è la musica, non sono i fuochi, ma quel clack-clack inconfondibile che risuona in piazza, atteso da intere generazioni. 

Chi vive la nostra piazza lo sa bene: la Tombola di Arsiero non è un gioco qualunque. È un rito, un battito cardiaco che si sincronizza tra le mani di chi gira la manovella e gli occhi di chi, con la cartella stretta forte, aspetta il numero giusto.

Guardate questo marchingegno: non è solo legno e metallo. È la cassaforte delle nostre speranze ferragostane. È un pezzo di storia che, con il suo sportellino discreto, ha decretato vittorie, gioie e quelle immancabili, sane risate quando il numero che ti serve proprio non vuole uscire. 

E mentre il marchingegno mescola il destino, lo sguardo corre inevitabilmente in alto: lassù, sul grande tabellone che domina la facciata del Municipio, i numeri appaiono uno dopo l'altro. È quel tabellone che ci tiene uniti, dove ogni nuova casella che appare è un respiro che si trattiene o un terno che si avvicina.

Ma la memoria corre anche più lontano, a quando il fischio del treno annunciava il grande giorno. Un tempo, la nostra ferrovia portava fin qui convogli speciali carichi di gente, pronti a vivere insieme questa giornata unica. Era un viavai di sogni che arrivavano su rotaia, pronti a mescolarsi con le nostre tradizioni.

Un tuffo nel passato. Accanto alla bellezza senza tempo di questo meccanismo, riviviamo insieme l'atmosfera di quegli anni in cui la piazza si riempiva, si tratteneva il respiro e si gioiva tutti insieme, col naso all'insù, al grido di "TOMBOLA!".

Flores Munari 

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