Giochi di bimbe
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A volte succede che un’immagine sblocchi un ricordo e quello che è sepolto nella memoria riemerga con forza. Anche un piccolo semplice gioco di quando ero bambina, può diventare un ricordo ancora nitido e presente.
A casa mia avevamo l’abbonamento con FAMIGLIA CRISTIANA ed io e mia sorella aspettavamo con ansia l’arrivo della rivista perché spesso conteneva due pagine con cui potevamo giocare per ore. Per avere a disposizione quei due fogli, bisognava attendere che papà avesse terminato di leggere e poi iniziava il gioco: si incollavano le due pagine su un cartoncino e con attenzione e precisione si ritagliavano le immagini. C’erano delle bamboline con tanti vestitini che appoggiati e fissati con delle linguette, ci davano modo di fare tanti cambi d’abito di ogni genere. La mamma ci aveva dato una scatola di scarpe che si era lentamente riempita di bambole di carta e vestiti; per noi due erano un piccolo tesoro e lo custodivamo con cura. Erano cose semplici che non costavano nulla, ma che ci permettevano di giocare e fantasticare con pezzi di carta, di far volare la fantasia, di ritagliare i vestiti e scambiarli come ci piaceva di più. Se penso ai giochi che le bambine possiedono ai nostri giorni, mi ritengo fortunata perché quando ero piccola, mi accontentavo di poco ed ero contenta, ma più di tutto apprezzavo e tenevo caro quel poco che avevo. Se poi penso che mio papà mi raccontava che per giocare adoperava gli scarponi dei fratelli, li legava tra di loro con i lacci, formando un piccolo treno con cui giocava in cucina, mi convinco che in un secolo sono stati fatti passi da gigante anche nei giochi, ma se un tempo c’era poco o niente, se si doveva usare l’ingegno e la fantasia per poter giocare, penso che adesso c’è troppo e non lo si apprezza nel giusto modo.
Lucia Marangoni (Dàmari)
12/05/2026
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