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"Vedi quella calma là fuori? Quando il cielo di maggio decide di restare limpido, di rasserenare come un lago d'olio, puoi quasi sentire il rumore del grano che cresce. In quei giorni di sole pulito, la spiga non ha distrazioni: beve la luce, sta dritta sul suo stelo e si riempie di farina fin nel cuore di ogni chicco. Se il tempo tiene così, ogni spiga diventerà pesante, bionda, una piccola miniera d'oro che aspetta solo la falce. Ma attento," e qui abbassa la voce, indicando le fronde dei pioppi che iniziano a scuotersi nervose. "Se invece di quel calore fermo inizia a tirar vento, allora il gioco si fa duro. Se maggio si mette a soffiare forte e freddo, è un tormento che ti porti dietro fino ad agosto.
Il vento è un ladro: asciuga la terra troppo in fretta quando la pianta ha più sete, scuote i fiori del grano prima che abbiano finito il loro mestiere e, se picchia duro, butta tutto a terra. Un campo allettato, steso dal vento e dal temporale, è un dolore che non ti fa dormire. Ti tormenta l'anima vederlo lì, piegato, che marcisce invece di maturare. Se maggio non fa il bravo, l'estate non sarà una festa di raccolto, ma una lotta per salvare il salvabile tra polvere e fatica sprecata."
La casetta in campagna

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