Acqua che scorre non reca veleni


C'è un punto, nel fondo della valle, dove il sentiero si incrocia con il torrente che scende vivo dalla montagna. Lì l'aria è sempre più fresca e il rumore dell'acqua che salta tra i sassi neri sembra il respiro stesso della terra. Il vecchio contadino si ferma lì ogni volta, non solo per far bere il cane, ma per riempirsi gli occhi di quel movimento infinito. Si china, immerge le mani callose nella corrente e poi le solleva, guardando le gocce brillare come diamanti prima di tornare nel flusso.

​"Vedi?" dice, senza nemmeno voltarsi. "Questo è il segreto per restare sani: non fermarsi mai. L'acqua che scorre non reca veleni.

​Finché l'acqua corre, salta, sbatte contro le rocce e canta tra i rami, resta viva. È nel movimento che si pulisce, che si libera dalle scorie, che prende l'ossigeno dal cielo. Il veleno, quello vero, nasce dove tutto è fermo. Nasce nelle pozze stagnanti, dove il fango si addormenta e l'aria si fa pesante. Lì l'acqua muore e diventa cattiva, perché ha smesso di viaggiare.

​E noi, sai, siamo fatti della stessa pasta. Finché muovi le gambe, finché la testa cerca pensieri nuovi, finché il cuore si agita per un'emozione o per un lavoro ben fatto, non c'è posto per il veleno del rancore o della noia. È quando ti siedi troppo a lungo, quando lasci che le tue giornate diventino una palude di abitudini sempre uguali, che l'anima inizia a farsi torbida.

​Non aver paura della fatica o dei cambiamenti che ti scuotono come queste rapide: è il movimento che ti tiene pulito. Lascia che la vita ti scorra addosso e attraverso, senza trattenerla. Finché scorri, sei salvo."

La casetta in campagna

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