La polvere
Impalpabile, invisibile, di lei ti accorgi solo quando si accumula. Eppure, proprio la polvere entra di forza nel tempo di Quaresima.
Come un monito: ricordati che la tua materia sono precisamente io.
Tenere insieme la polvere è impossibile. Ma Dio raccoglie questo mucchietto di polvere e lo rende un composto vivente, soffiandovi nelle narici il suo alito di vita: l’uomo è questo, ci dice il racconto della creazione nel Libro della Genesi. Di per sé inconsistente come la polvere, riceve solidità dal suo restare unito a Dio, Padre suo e suo Creatore. Il peccato infrange questa unità, e il nostro agglomerato rimane esposto a ricadere nel nulla da cui proviene.
Tuttavia, la polvere, così minuta e silenziosa, resta a farci buona compagnia. Un monito, il suo, un richiamo al reale, sì, ma anche, paradossalmente, un messaggio di speranza: è vero, siamo destinati a tornare a quello stato disorganico, ma non solo: qualcosa saprà vincere la sua forza disgregatrice: l’amore che si esprime nel dimenticarci di noi per farci dono. Siamo in attesa che questo nostro essere così esposto a polverizzarsi venga assorbito dalla vita, e riceva consistenza eterna. Tenendoci uniti a Dio, aggrappati alla sua Parola, stretti al suo Figlio. E gli uni agli altri.
La Quaresima ci è data per recuperare tutto questo.
Puliamo i nostri ambienti, ma trattiamo la polvere con giusta considerazione…
Riflessioni
delle Monache Agostiniane
di Rossano Calabro


Beautiful and inspiring post. Warm greetings from Montreal, Canada ❤️ 😊 🇨🇦
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